
Segnalare la presenza di un radar utilizzando i mezzi che la tecnologia mette a disposizione ora non è più possibile. Meglio, ora viene severamente punito, in quanto anche prima non era legale farlo. Quindi facebook, twitter, siti dedicati, applicazioni smartphone che ci hanno accompagnato nei nostri spostamenti, mettendoci in guardia dalla presenza di controlli delle velocità, dal 1. gennaio tacciono. Il Corriere del Ticino approfondisce il tema e cita l’esempio di qualcuno che utilizzando l’utente “Ticinoradar” su twitter, ha chiuso con un “Io mi congedo. Non voglio fare giurisprudenza”. Insomma ora segnalare la presenza dei radar potrebbe sfociare in conseguenze penali. La multa potrebbe arrivare a 180 aliquota giornaliere. Quello che preoccupa la polizia è anche il fatto che vengono segnalati posti di blocco che nulla hanno a che vedere con i controlli della velocità, ma che sono istituiti a scopo preventivo o per la ricerca di persone che hanno commesso rapine o altro. Segnalare questi controlli potrebbe mettere in pericolo l’incolumità degli agenti stessi, dice Marco Guscio, responsabile dei reparti del traffico della polizia. Fatta la legge trovato l’inganno? Qualcuno fa leva sul fatto che i socialnetwork siano privati o personali, ma in questo caso è molto difficile difendere questa tesi. Sono in corso degli interrogatori ad autori di segnalazioni per verificare la legalità dei messaggi, ha detto ancora Guscio.
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