
Il Municipio di Biasca ha richiesto a tutte le imprese delle Tre Valli di presentare delle offerte per la demolizione di un rustico sull'alpe Scengio, in Val Pontirone.
Ma nessuna di queste ha risposto all'invito.
Un rifiuto, quello delle imprese, che fa esultare l'associazione "Cascine e stalle", attiva a favore della protezione di antichi nuclei, cascinali e stalle ticinesi d’alta quota.
"Una lode e un sentito grazie vanno a tutte le imprese che hanno dato prova di buon senso e grande responsabilità nel non aderire agli inviti del Municipio" scrive la coordinatrice dell'associazione, Alda Fogliani, in un comunicato con il quale viene criticato l'operato dell'Esecutivo, che negli ultimi tempi sarebbe stato "alla ricerca spasmodica di un'impresa di demolizione intenzionata ad assumersi la totale rimozione della cascina sull'alpe Scengio."
Nessuno però gli ha risposto. Perché, secondo l'associazione "Cascine e stalle", quel rustico è ormai "assurto a emblema nazionale e a pietra di inciampo per la catastrofica politica adottata in materia di regolamentazione dell'edilizia rurale fuori dal perimetro edificabile in quest'ultimo trentennio."
L'associazione critica inoltre il fatto che il Municipio si sia rivolto a ogni singola impresa delle Tre Valli, nonostante "non abbia ancora uno strumento valido per la gestione dell'edilizia fuori zona".
Infine "Cascine e stalle" scrive di voler sostenere il movimento Montagna Viva alle elezioni cantonali del prossimo 19 aprile, "sia per porre l'accento sull'assoluta necessità di giungere all'adozione di una sanatoria generale per il problema degli abusi edilizi fuori zona, sia per favorire la valorizzazione del territorio, dell'economia e della residenza nelle regioni periferiche."
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