
L’ATA Associazione traffico e ambiente è delusa che il Consiglio nazionale abbia respinto una tassa suibiglietti aerei. La decisione è stata adottata con 93 voti contro 88. Perciò l’ATA conta su una correzioneda parte del Consiglio degli Stati. Senza misure per il traffico aereo non sarà infatti possibile rispettaregli obiettivi climatici.Secondo la decisione del Consiglio nazionale, il trafico aereo – con le sue alte emissioni di anidridecarbonica (CO2) e altri gas a effetto serra – sarebbe l’unico settore della politica climatica svizzera per ilquale non ci sono misure per contenere gli effetti sul clima. Eppure, il traffico aereo internazionale inSvizzera non paga né la tassa sugli oli minerali né quella sul valore aggiunto o una tassa sul CO2. Latassa sui biglietti aerei compenserebbe solo una piccola parte di queste sovvenzioni nascoste sottoforma di esenzioni fiscaliIl traffico aereo come maggior problema climaticoL’ATA chiede al Consiglio degli Stati di correggere la rotta. Anche il traffico aereo deve finalmente essereincluso nelle misure svizzere di politica di protezione del clima e considerato nella legge sul CO2.Questo è urgentemente necessario per raggiungere l’obiettivo dell’accordo di Parigi sulla protezione delclima e per l’abbandono delle energie fossili.Una maggioranza della popolazione svizzera approva una tassa sui biglietti aerei. Secondo sondaggirappresentativi, più del 40 per cento degli interrogati è pienamente d’accordo che «anche il trafficoaereo debba in futuro contribuire alla protezione del clima, per esempio con una tassa sui bigliettiaerei». Un ulteriore 30per cento è piuttosto d’accordo con questa affermazione.I paesi vicini alla Svizzera e altri paesi europei hanno già introdotto una tassa sui bliglietti aerei. Non c’èquindi da temere che le Svizzere e gli Svizzeri deviino su aeroporti stranieri. Anche gli stati vicinipuntano su misure all’interno dei rispettivi paesi, poiché non si prospetta alcuna soluzione globale.
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