
In una nota stampa l’Associazione inquilini ha preso posizione in merito alla comunicazione dell’Ufficio federale delle abitazioni, che in mattinata ha reso noto il tasso di riferimento nei contratti di locazione che, dopo l’ultimo abbassamento di giugno, rimane invariato all’1,5% (vedi articoli suggeriti).
“Dopo questo abbassamento”, si dice nel comunicato, “solo una piccola parte dei proprietari ha dato seguito alla riduzione della pigione”.
“Più di centomila inquilini sono stati attivi sulla homepage (ASI) per informarsi sul loro diritto di chiedere la riduzione della pigione, utilizzando il calcolatore a disposizione e scaricando la lettera per chiedere l’abbassamento dell’affitto”.
Nel comunicato si precisa che “se gli inquilini non si attivano, il locatore può tranquillamente eludere le prescrizioni sul diritto di locazione”.
“Si prevede inoltre che la pigione dopo l’abbassamento del tasso di riferimento deve essere ridotta”.
L'ASI aggiunge che “con l’ausilio di un pacchetto di iniziative parlamentari le lobby immobiliari vogliono sottrarre questa possibilità per gli inquilini di far valere i loro diritti”.
La nota dell’ASI si conclude precisando che “se si legalizzassero i rendimenti più alti e se si introducesse di fatto le pigioni di mercato, gli inquilini avrebbero difficilmente la possibilità di chiedere la riduzione di una pigione abusiva”.
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