
Il Consiglio di Stato ha risposto all’interrogazione parlamentare inoltrata lo scorso 8 febbraio da Bruno Storni, nella quale chiedeva lumi sul cantiere aperto sull'A2 tra Quinto e Airolo. Lavori che, stando al deputato socialista, sarebbero stati avviati un anno prima del previsto e creati ad arte per generare incolonnamenti.
Accuse che il Governo, tramite un comunicato stampa firmato dal presidente Norman Gobbi, respinge fermamente. Vi riportiamo qui di seguito la presa di posizione integrale:
"Al Consiglio di Stato era stato chiesto di fornire indicazioni su una presunta «non ponderata e cattiva pianificazione dei lavori» e sulla regolazione dei semafori collocati prima della galleria dello Stalvedro, dove si stanno svolgendo lavori di allargamento per ricavare una corsia d’emergenza destinata ai mezzi di soccorso.
Il Governo – in base a indicazioni fornite dall’Ufficio federale delle strade – ricorda che il cantiere, pianificato a partire dal 2010, ha preso avvio nello scorso mese di ottobre, in modo da permettere di liberare il tratto autostradale interessato durante i prossimi mesi estivi.
In merito ai semafori che regolano il flusso dei veicoli, il Consiglio di Stato precisa che la loro gestione è affidata alla centrale della Polizia urana a Göschenen; il numero orario di passaggi è regolato in base a vari fattori, e ammonta di regola a 950 veicoli l’ora. Nei momenti di forte afflusso – in particolare durante le vacanze – una riduzione è normalmente applicata per consentire il rispetto delle distanze di sicurezza.
Il Consiglio di Stato desidera infine esprimersi sulla velata accusa formulata dall’interrogante, secondo il quale il cantiere sarebbe stato pianificato e verrebbe gestito dalle autorità in modo da generare artificialmente incolonnamenti sulla A2 – e influenzare così la votazione del prossimo 28 febbraio, sul risanamento della galleria autostradale.
Il Governo considera queste accuse – di tono complottista e del tutto infondate – un segnale politico inquietante, e coglie l’occasione per ribadire pubblicamente la totale correttezza e trasparenza delle autorità federali e cantonali sul progetto di risanamento della galleria autostradale del San Gottardo. Le fasi di campagna in vista di votazioni importanti – come quella del 28 febbraio 2016 – sono per loro natura segnate da una certa animosità, tuttavia, gettare discredito sul sistema politico svizzero e sulle sue istituzioni è una strategia che, a lungo termine, non può in nessun caso fare il bene della Confederazione".
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