
Il Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) ha preso posizione sulla questione della verifica delle conoscenze linguistiche effettuata al momento della richiesta dell’autorizzazione a esercitare una professione medica universitaria dopo la revisione della legge federale (LPMed), trattata dal Mattino della Domenica il 18 febbraio scorso nell'articolo “Medici svizzeri discriminati in Svizzera?” in cui si affermava che "persino un medico in possesso della maturità conseguita in Ticino rischia di doversi sottoporre ad un test linguistico di italiano".
In realtà, spiega il DSS, l’attestato di maturità in questione è sufficiente per comprovare le conoscenze linguistiche richieste, come comunicato dallo stesso Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) alle autorità sanitarie cantonali nel mese di novembre 2017".
È però vero che né la pagina Web dell’UFSP né lo strumento informatico creato dall’UFSP per notificare allo stesso ufficio le proprie conoscenze linguistiche fanno menzione dell’attestato di maturità. "Il problema è già stato segnalato nel corso del mese di gennaio dall’Ufficio di sanità all’autorità federale, che non ha però ritenuto sinora opportuno procedere a un complemento d’informazione al riguardo", si legge nella risposta del DSS.
L’autorità sanitaria cantonale continuerà ovviamente a chiedere all’autorità federale che sul sito dell’UFSP figuri un’informazione completa, anche se dalla stessa sono interessati unicamente i ticinesi.
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