
Il padiglione svizzero all'Expo ha vissuto questo fine settimana le prime due giornate dedicate al Ticino, una vetrina per promuovere territorio e cultura.
Tra torte di pane, degustazioni e conferenze c'è stato spazio anche per la polemica. Sì, perchè un po' l'assenza di politici ticinesi, un po' le carenze della struttura, hanno lasciato l'amaro in bocca a chi a Expo aveva deciso di partecipare come privato. Massimo Suter, presidente di GastroTicino, non nasconde la sua delusione: "È vero che la giornata di ieri di per sé è stata positiva e siamo riusciti a fare quello che volevamo con i mezzi a disposizione, ma il tutto è stato molto superficiale: si poteva fare di più".
Critiche, quelle di Suter, che iniziano dalla struttura del padiglione, già definito da qualcuno "il più brutto di Expo". "Il padiglione è asettico e mal strutturato, camminando sul vialone principale, dove passa tutta la gente, non si vede e non solo per il fatto che il nostro non è nulla di particolare, mentre gli altri sono delle fantasie architettoniche non indifferenti, ma soprattutto perchè le ubicazioni delle entrate sono veramente infelici".
Una questione di immagine quindi, che secondo il presidente di GastroTicino non è stata sfruttata al meglio: "C'è ancora del tempo fino a ottobre per dei correttivi in corso d'opera, ma la Svizzera dal mio punto di vista poteva vendersi meglio. Ad esempio questo fine settimana non si è vista neppure una bandiera ticinese. Vabbè che non in tutto il mondo conoscono il Ticino e che il popolo ticinese ha deciso di non partecipare con il credito a Expo, ma qualcosa in più si poteva fare. C'è un potenziale non indifferente di pubblico che potremmo portare nel nostro Cantone, a Milano c'è giù veramente molta gente e se non si fa qualcosa sarà un'occasione mancata: una mossa indifendibile".
Ieri, che era la giornata dedicata a Locarno, non è passata inosservata l'assenza delle autorità cantonali. "Dalla Città c'era la presenza del municipale Alain Scherrer, ma a livello politico non si è presentato nè un parlamentare, nè un consigliere di Stato. È chiaro che il Ticino ha deciso di non partecipare con i soldi pubblici, ma comunque si è trattato di una manifestazione ufficiale e secondo me un politico deveva esserci per rappresentare la regione, in un modo o nell'altro qualcuno doveva trovare il modo di venire, magari in forma privata, soprattutto in segno di riconoscimento a noi privati, che lo sforzo per partecipare a Expo con 1 milione e 2 l'abbiamo fatto", ha commentato Suter. "È vero, probabilmente nessuno dei visitatori si è accorto dell'assenza, ma almeno uno di quelli che hanno sostenuto il credito durante il referendum, avrebbe potuto palesarsi".
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