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Nessun ostacolo in vista per "Ginger e Fred"
Nessun ostacolo in vista per "Ginger e Fred"
Nessun ostacolo in vista per "Ginger e Fred"
Redazione
8 anni fa
Il progetto del nuovo stabile DSU a Cadro ha raccolto qualche criticità, ma non vi sarà alcun ribaltone

Come già annunciato, nella seduta di Consiglio Comunale di Lugano di questa sera si discuterà di "Ginger e Fred", il progetto realizzato dal team interdisciplinare condotto dallo studio Eppure Architecture et Urbanisme SA, che lo scorso novembre ha vinto il primo premio del concorso indetto dalla Città per la progettazione definitiva della Divisione Spazi urbani (DSU) a Cadro (vedi articolo suggerito). Salvo clamorosi e improbabili ribaltoni il credito di progettazione di 4,45 milioni dovrebbe ottenere l'approvazione dei consiglieri comunali. Anche perché, ha spiegato il consigliere comunale PLR (e membro della Commissione dell’edilizia) Ugo Cancelli a Ticinonews, “quella di Cadro è l’unica soluzione che abbiamo”.

“So che la Lega ha storto il naso per una questione di costi ma se si interessasse a fondo dei rapporti noterebbe che vi sono delle direttive cantonali e federali da rispettare (come ad esempio gli standard Minergie). Non si può più costruire un semplice capannone con quattro pezzi di lamiera e basta. Dobbiamo offrire agli operai un ambiente di lavoro dignitoso, è una questione di rispetto. Il progetto prevede dei costi fissi che vanno sostenuti”. Costruendo delle strutture semplici e spartane, spiega Cancelli, “se tra 20 o 30 anni vogliamo riqualificare una zona industriale come quella di Cadro, ci ritroveremo sul groppone dei capannoni senza poterla rivalorizzare”.

“Non credo ci saranno tante opposizioni questa sera”, conclude Cancelli, il cui auspicio è quello di una maggior lungimiranza politica. “Questa sera discuteremo anche del credito per l’elaborazione del progetto delle nuove infrastrutture della viabilità del nodo intermodale FFS di Lugano: si vogliono togliere circa 200 posteggi e far convogliare 17 linee di bus ma si ignorano totalmente le vie di accesso…”.

Tornando a “Ginger e Fred”, come detto questa sera non dovrebbero esserci sorprese dell’ultimo minuto. Il relativo rapporto della Gestione è stato sottoscritto da tutti i commissari mentre quello dell'Edilizia è stato firmato con riserva dai leghisti Marco Bortolin, Daniele Casalini, Andrea Censi e Michael Nyffeler e dal democentrista Alain Bühler.

“Il Messaggio passerà e la Lega non si opporrà - ha precisato il consigliere comunale (e segretario del Movimento di via Monte Boglia) Andrea Censi – Tuttavia sul tavolo vi sono alcune perplessità che avremmo voluto chiarire. Nessuno mette in discussione né la necessità di spostare il DSU né la sua nuova location e neppure la necessità di realizzare uno stabile adeguato ai dipendenti. La mia criticità nasce dal fatto che si tratta di un investimento ingente e di conseguenza è necessaria una valutazione molto oculata. Si parla di un investimento complessivo (con un margine di errore di +/- 20%) che avrebbe meritato un maggiore approfondimento. Dà fastidio la fretta con cui si è voluto far passare il Messaggio, abbiamo difficoltà a far avanzare i grandi progetti ma per approvarne uno da 40-50 milioni ci hanno dato appena 3 settimane. Un mese in più o in meno non avrebbe inciso sul piano immobiliare della Città”.

Una criticità, spiega Censi, riguarda proprio il credito di progettazione: “Da messaggio dovrebbe ammontare al 17% del progetto, ma 4,45 milioni è ben al di sotto di questa percentuale: non si capisce bene quanto si andrà realmente a spendere e su che basi è stata calcolata questa percentuale”. Inoltre, “è prassi che, quando si indice un concorso pubblico, progettisti e architetti non escano a prezzo di mercato ma secondo le normae SIA, come invece è successo. Nemmeno su questo il Messaggio è stato chiaro ed è un aspetto da chiarire e modificare anche a livello cantonale”.

“Il mio auspicio è che non si finisca per costruire la classica cattedrale nel deserto e che, la prossima volta, non si regalino dei soldi pubblici a progettisti che non pagano le imposte in Ticino visto che il loro studio è in Svizzera francese”, conclude Censi.

Nessun veto, infine, neppure dall’UDC. Il capogruppo Tiziano Galeazzi ha ribadito le preoccupazioni del gruppo sull’ammontare della spesa finale. I democentristi ritengono giusto spostare il DSU a Cadro e l’auspicio è che “in futuro le spese vengano più razionalizzate”, soprattutto a livello di pre-progettazione, “in modo da non ripetere il qui pro quo sulla sede degli scorsi mesi”.

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