
Questo pomeriggio si è svolta una conferenza stampa per discutere di quanto accaduto la scorsa notte, ovvero lo sgombero e la demolizione dell’ex Macello di Lugano. I dubbi che aleggiavano erano quelli che la demolizione fosse già stata programmata in precedenza, cosa che è stata invece smentita.
La municipale di Lugano, Karin Valenzano Rossi, al termine della conferenza, ha risposto alle nostre domande:
Voi avete ribadito più volte che non è stato uno sgombero e una demolizione programmata, sebbene un po’ ci fosse questa impressione...
«È stata una reazione a quello che è succceso quello ieri sera. Noi eravano pronti al fatto che ci potesse essere una manifestazione a tratti violenta. Avevamo detto che non avremmo tollerato disordini ma che la manifestazione si sarebbe svolta e fino alle 19 onestamente pensavano che si svolgesse senza grosse difficoltà. Invece poi non è stato così. Non c’era un ordine di sgombero preventivo, c’era seplicemente l’ipotesi che se fosse degenerata si sarebbe anche potuto arrivare fino allo sgombero. Non c’era nessuna ruspa programmata, è stato un protocollo attivato ieri sera dalla polizia che ci ha dato l’indicazione che era necessaria la demolizione e noi, all’allertati all’ultimo momento, abbiamo dato il nostro assenso.»
Era veramente così necessario demolire quello che per alcuni è un simbolo? Visto che per la quantità di polizia presente era difficile che venisse ancora occupato.
«In quel momento abbiamo ricevuto quella indicazione e noi l’abbiamo accolta. Ci rendiamo conto sulla valenza che questa demolizione possa avere e siamo ancora aperti al dialogo. A me piace ribadire, che la richiesta di dialogo da parte mia e di Filippo Lombardi andando all’ex Macello, è stata rifiutata con l’occupazione del sedime ex Vanoni. Avremmo preferito poterci sedere nei prossimi giorni per trovare delle soluzioni condivise.
Se si vuole andare avanti con un autogestione il municipio è pronto a valutare delle soluzioni alternative e per far ciò ha bisogno di poter discutere con gli autogestiti.»
Qual’ora non fosse possibile come pensate di gestire la situazione? L’estate si avvicina, la città è piena di turisti e noi per tutta la conferenza stampa abbiamo sentito martellate, grida e slogan. Poco fa pensare che tutto questo terminerà stasera o nelle prossime settimane.
«Il nostro auspicio è che si possa aprire questo dialogo per trovare delle soluzioni che alla fine possano soddisfare anche la legittimità e l’esistenza dell’autogestione a Lugano. Non siamo stati noi ieri sera ad aver provocato, non siamo stati noi a creare la situazione che si è verificata. Anche la cittadinanza si pone degli interrogativi perchè ieri aveva anche bisogno di vedere ripristinata la legalità quando è ci stato commesso un reato, e un privato cittadino ha chiesto alla polizia di intervenire, cosa che la polizia ha fatto in modo proporzionato. Non ci sono stati feriti, la manifestazione poteva essere potenzialmente rischiosa. La nostra preoccupazione è che ci potessero essere dei feriti o danneggiamenti importanti in giro per la città.»
Come mai non vi siete sentiti con il Consiglio di Stato? Sappiamo che nelle scorse settimane vi era stata anche inviata una lettera chiedendo di rinunciare in questo momento ad uno sgombero.
«Noi ci eravamo sentiti con il Consiglio di Stato in precedenza. Ieri sera è stata un’operazione dettata dal fatto che si è svolta la manifestazione, di cui il Consiglio di Stato era naturalmente informato, e quindi poi le decisioni sono state prese nell’urgenza di un operazione in corso.»
Cosa ne pensa di quanto detto da Manuele Bertoli? Il quale si è detto preoccupato che con il Cantone non si era mai parlato di arrivare ad una demolizione e che il rischio sia quello di avere di fronte un periodo di occupazioni, sgomberi e altre tensioni, non avendo nemmeno più un luogo fisico.
«Non c’era un ordine di sgombero e nemmeno di demolizione preventivo, è stato lo svolgersi della situazione che ha portato la polizia ad indicarci che c’era questa necessità e quindi nemmeno noi avevamo preso in considerazione prima la possiblità che ieri sera si procedesse ad una demolizione.»
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