
Il tema del lupo non cessa di fornire novità. Il Cantone sta infatti cambiando registro per gli indennizzi in caso di predazioni: in futuro, le autorità intendono rimborsare i capi predati unicamente se è stato fatto tutto il possibile per proteggerli. È quanto emerso questa mattina in un incontro con la stampa per fare il punto sul grande predatore. Chi non proteggerà le greggi, quindi, non sarà più rimborsato.
7 alpeggi su 10 non proteggibili
Molti allevatori ticinesi, tuttavia, non possono proteggere i loro animali. Lo conferma lo stesso Cantone: "Circa il 70% degli alpeggi ticinesi non è proteggibile", quantifica Silvio Guggiari, responsabile Protezione delle greggi dell’Ufficio consulenza agricola. Per questa categoria di allevatori, gli indennizzi resteranno garantiti.
Le difficoltà
A rendere non proteggibili gli animali da reddito sono anzitutto questioni economiche. "In Ticino abbiamo soprattutto greggi di piccole dimensioni", commenta Guggiari. "Sul piano finanziario, l'assunzione di un pastore non è quindi sostenibile". A complicare il tutto è pure la conformazione del territorio, "con terreni sassosi e in via di imboschimento, dove installare recinzioni efficaci è tecnicamente impossibile". Durante l'incontro, i rappresentanti del Dipartimento del territorio hanno voluto ribadire che il cambio di regime non è legato alla manovra prevista.
"Storie fantasiose"
L’Ufficio caccia e pesca ha inoltre voluto fare chiarezza sui numeri: a loro avviso, si sentirebbero spesso "storie fantasiose" sulla presenza del lupo in Ticino. Questo animale è presente nel nostro cantone in circa 25-30 esemplari. Di questi, una quindicina "si suddivide fra i tre branchi esistenti di Onsernone, Carvina e Valcolla", precisa Gabriele Cozzi, collaboratore scientifico dell'Ufficio. Oltre ai tre branchi e ad esemplari isolati, "sul territorio ci sono anche due coppie: una in Alta e Media Leventina, un'altra tra la Valle Morobbia, i Grigioni e l'Italia".

