
Il Municipio di Locarno ha già risposto all'interrogazione inoltrata dal consigliere comunale leghista Aron D'Errico in merito alla visita dell'imprenditore Rachid Nekkaz avvenuta lo scorso dicembre in Piazza Grande, dove aveva annunciato che avrebbe pagato tutte le multe per le donne che indosseranno il burqa. Multe che potranno essere emanate a partire dal prossimo 1. luglio con l'entrata in vigore della nuova legge sulla dissimulazione del volto. E proprio per quell'occasione l'imprenditore franco-algerino ha già annunciato che farà ritorno sulle rive del Verbano.
Il consigliere comunale leghista aveva quindi posto una serie di domande all'Esecutivo locarnese, in primis nei confronti del muncipale Niccolò Salvioni che aveva accolto Nekkaz. "Perché un Municipale accoglie degli integralisti islamici che incitano a violare la legge?” era in sostanza la domanda posta al colleggio municipale.
Nella sua risposta il Municipio precisa che non sarebbe di sua competenza rispondere su episodio avvenuto nella passata legislatura (10 dicembre 2015) e che l'interpellanza tocca anche la sfera personale delle persone che hanno presenziato all'evento, "sulla quale il Municipio non è autorizzato ad esprimersi mancando la necessaria base legale".
Tuttavia l'Esecutivo tiene a fare alcune precisazioni: In quell'occasione il municipale Niccolò Salvioni “non ha accolto il gruppo”, “né ha legittimato alcunché”, ma “si è limitato a prendere contatto in modo civile con questi allo scopo di controllare le loro intenzioni ed assicurarsi che l’esercizio del libero diritto di espressione si svolgesse pacificamente e nel rispetto delle leggi, senza necessità di intervento da parte dell’autorità, quale appoggio al comandante”.
Il Municio, si continua a leggere nella risposta, avrebbe preferito che una conferenza stampa fosse previamente comunicata, anche per poter previamente autorizzare l'evento dalla portata politica non indifferente quale il tema dell'occultamento del viso. "Sono ignote le ragioni per cui il Consiglio Centrale Islamico di Berna ha ritenuto di effetturare un comunicato stampa, senza preavviso né domanda di autorizzazione", ma sebbene l'assenza di comunicazione preventiva "potrebbe fare pensare ad una assenza di rispetto nei confronti delle istituzioni", potrebbe anche essere letta "nella sottovalutazione, da parte della delegazione giunta a Locarno, dell'importante portata politica del messaggio da loro comunicato e dell'impatto che questo avrebbe determinato, non solo a Locarno, ma in tutto il Cantone".
D'altro canto, prosegue il Municipio, durante l'evento sulla pubblica piazza "non sono emersi elementi né indizi concreti che vi fossero neppure le premesse per impedire il proseguimento pacifico della comunicazione. Neppure la signora che si è presentata indossando un niquab (non un burqa) e che portava con sé un pargoletto di forse un anno dava l'impressione oggettiva di pericolo per la cittadinanza, ne ha in alcun modo incitato a commettere crimini o delitti. Non si era dunque alla presenza di alcun motivo oggettivo per ostacolare il libero esercizio dei diritti fondamentali delle persone presenti in piazza grande in tale occasione e ciò anche e sebbene la manifestazione non fosse stata autorizzata".
L'incontro "non ha sostanzialmente disturbato in modo talmente straordinario l'uso normale" della piazza, per cui non è stato neppure richiesto il pagamento di una tassa d'uso su suolo pubblico.
Per quanto riguarda "l'incitamento a delinquere" da parte del signor Nekkaz, l'Esecutivo ricorda che allora la legge non era ancora entrata in vigore e che "trattandosi di censura di tipo personale", il Municipio non può esprimersi in merito. Una volta che la legge entrerà in vigore il prossimo luglio, spetterà ai comuni "la competenza di sanzionare con contravvenzione la violazione del divieto".
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