
Nel corso dell’ultimo decennio "nessuna azienda a beneficio di aiuti per investimenti materiali, di ricerca e sviluppo o di agevolazioni fiscali ha lasciato il Ticino". Lo ha confermato il Governo rispondendo a un’interrogazione presentata lo scorso 19 marzo dal deputato leghista Massimiliano Robbiani. Il granconsigliere, lo ricordiamo, avava parlato di “un esodo di impresa dal nostro Cantone nel 2018”, dopo che uno studio condotto da CIFR SA aveva rimarcato la partenza di 44 imprese che hanno spostato la sede sociale in Cantoni d’Oltralpe (vedi articolo suggerito).
Nella sua risposta, l’Esecutivo ha spiegato che lo studio citato “offre un’analisi aggregata che non permette di risalire ai nominativi delle aziende e, pertanto, di determinare se queste ultime abbiano o meno ricevuto un sostegno nell’ambito delle misure messe in campo dal Cantone”. Il Governo ha rammentato che l’articolo 20 della Legge per l’innovazione economica (LInn) che prevede espressamente la revoca delle misure e la restituzione parziale o totale qualora l’azienda beneficiaria trasferisca fuori Cantone gli impianti, i beni immateriali o le attività oggetto delle misure oppure la sede fiscale. In questo senso, ha confermato il Governo, "è attuato un monitoraggio sistematico".
Lo scorso novembre il Gran Consiglio ha esteso formalmente ai comportamenti passibili di sanzione il trasferimento fuori Ticino dei beni immateriali o delle attività oggetto delle misure LInn, conformemente a quanto già previsto dalla legge per i beni materiali. Come indicato nel messaggio “Tenuto conto della natura più mobile rispetto ad altri tipi di investimento, in caso di trasferimento fuori cantone della proprietà intellettuale, la società beneficiaria è tenuta a restituire il totale dei sussidi ricevuti, contrariamente al caso di trasferimento degli impianti, dove invece la restituzione è proporzionale al valore residuo dei macchinari. Questa evoluzione del diritto consolida una prassi già adottata per questi casi, preliminarmente discussa e approvata in Commissione consultiva, che vede il Cantone attrezzarsi nei confronti di un rischio giudicato più concreto in seguito all’estensione del campo d’applicazione della LInn ai progetti di ricerca e sviluppo e al terziario avanzato.”
Infine, le aziende beneficiarie di un’agevolazione fiscale devono rispettare continuativamente, per un periodo di 10 anni, le condizioni previste dall’art. 20 LInn già citato. Esse sono tenute inoltre a restituire l’intero ammontare agevolato nel caso in cui dovessero decidere di stabilirsi fuori cantone entro 5 anni dal termine della stessa. Sommando questi due riferimenti temporali, il periodo di monitoraggio e di possibile sanzione è di 15 anni, un termine ritenuto congruo per disincentivare l’insediamento di aziende senza un orizzonte di medio-lungo termine.
Per il Consiglio di Stato i termini “emorragia” o “fuggi fuggi generale” utilizzati da Robbiani “paiono quantomeno eccessivi se si compara l’esodo netto di 44 aziende con le oltre 39'000 aziende attive sul nostro territorio”. Si tratterebbe di un saldo corrispondente allo 0,11% del totale. “Inoltre, andrebbe fatta una valutazione non solo quantitativa, ma anche qualitativa di questo dato, che va comunque considerato quale indicatore di una tendenza registrata lo scorso anno. Un analogo discorso vale anche per la stima dei posti di lavoro”.
Come già ribadito in occasione di precedenti risposte ad atti parlamentari, “il Cantone si è dotato di una strategia di sviluppo economico – avallata anche dal Parlamento – che si prefigge di stimolare e sostenere l’innovazione e l’imprenditorialità nelle sue varie accezioni, con lo scopo di favorire una crescita sostenibile della nostra economia e la creazione di posti di lavoro interessanti per chi risiede in Ticino”.
“Il nostro Cantone punta marcatamente sulla messa in rete delle molte e rinomate competenze presenti a livello aziendale, accademico e istituzionale, nonché su varie misure – volte a rafforzare le condizioni quadro e precompetitive (attraverso la Politica economica regionale), a sostenere singoli progetti imprenditoriali (tramite leggi settoriali) e a promuovere azioni mirate di marketing territoriale (potenziate grazie alla recente adesione alla Greater Zurich Area) – per rafforzare la propria attrattiva e competitività per lo sviluppo di interessanti attività imprenditoriali”, ha concluso il Governo.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

