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Ticino
Nessun divieto: uso dello smartphone a discrezione
Nessun divieto: uso dello smartphone a discrezione
Nessun divieto: uso dello smartphone a discrezione
Redazione
8 anni fa
Le nuove direttive del DECS, che entreranno in vigore a settembre, permetteranno l'uso dei telefonini alle medie

Il DECS ha praticamente definito le nuove direttive sull’uso dei dispositivi mobili personali alle scuole medie. Le nuove regole, salvo sorprese, dovrebbero entrare in vigore a partire da settembre, in concomitanza con l’inizio dell’anno scolastico, riferisce oggi il Corriere del Ticino.

"Le direttive s’inseriscono nel mandato educativo della scuola, la quale non può esimersi dal formare i futuri cittadini anche nel quadro dell’utilizzo e del confronto sui media e le nuove tecnologie" spiega il direttore del Centro di risorse didattiche e digitali (CERDD) Daniele Parenti al giornale. Da qui la decisione, aggiunge, di non adottare misure radicali. "Miriamo a un uso consapevole delle tecnologie mobili. Per questa ragione riteniamo preferibile integrare questi strumenti nel processo didattico."

Starà al singolo docente e alle rispettive sedi decidere in che modo farlo, ha specificato Parenti. "Al contrario di altri paesi, dove l’utilizzo degli smartphone in classe è vietato, noi non siamo per la proibizione – che in termini educativi serve a poco –, anche perché vi sono alcune controindicazioni sul piano giuridico."

Il tema è di stretta attualità e si lega anche all’utilizzo di WhatsApp per creare chat di classe condivise da allievi e docenti. Proprio ieri il presidente centrale dei docenti svizzeri Beat Zemp ha proposto di bandire WhatsApp dalle scuole, ritenendolo inadatto per la comunicazione tra insegnanti e allievi (vedi articolo suggerito). Una considerazione fatta anche alla luce della recente decisione del servizio di messaggeria di Facebook che ha deciso di adeguarsi alla nuova normativa UE sulla privacy con l’obiettivo di tutelare la sicurezza dei giovanissimi, portando da 13 a 16 anni l’età minima per accedere alla chat.

La decisione non vale ancora per la Svizzera, che a breve potrebbe però adeguare la propria legislazione in tal senso. Uno scenario che potrebbe complicare le cose anche per il DECS? "Già nelle scorse settimane abbiamo avviato un approfondimento giuridico per comprendere in che modo i docenti, nel quadro dei rapporti didattici con gli allievi, sono tenuti a comportarsi proprio con WhatsApp", rileva Parenti.

Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino

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