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Ticino
Nessun contributo dalla BNS? “Tocca al Governo presentare un piano di rientro”
Redazione
4 anni fa
La commissione della Gestione ha convocato il Governo per capire come intenda reagire alla mancanza dei contributi della Banca Nazionale. Il presidente Dadò: “Da parte dei commissari c’è molta preoccupazione”.

È stato un brusco risveglio quello della commissione della Gestione e del suo presidente Fiorenzo Dadò: i 137 milioni di utili della Banca Nazionale Svizzera attesi in Ticino non arriveranno mai. Una notizia non sorprendente, dato che già a dicembre il presidente della BNS aveva chiarito che l’istituto non avrebbe versato nulla. Il Consiglio di Stato ticinese, tuttavia, come quello di altri cantoni, li aveva comunque messi a preventivo. E il Parlamento, anche se poco convintamente, quel documento lo aveva approvato. “È emersa molta preoccupazione da parte dei commissari, perché è un tema che avevamo già affrontato durante il preventivo”, commenta Dadò ai microfoni di Ticinonews”. “Il Governo ci aveva rassicurato, per certi aspetti. Oggi sappiamo che i soldi della BNS non arriveranno”.

“Abbiamo fatto quello che ci è stato chiesto, ora ci aspettiamo altrettanto”

In sintesi, il deficit che sulla carta avrebbe dovuto essere di 80 milioni di franchi, è arrivato oggi a 217. Ma quali sono i prossimi passi da compiere? “Anzitutto, abbiamo convocato il Governo in Gestione la prossima settimana, per capire cosa vuole fare e come intende arginare questo salasso”, prosegue Dadò. Il Consiglio di Stato “ci ha chiesto di approvare il preventivo così come l’aveva presentato, rassicurandoci che avrebbe poi mostrato un piano di rientro. Noi abbiamo fatto quanto chiesto dal Governo e adesso ci aspettiamo altrettanto”.

Piano di rientro solo dopo le elezioni?

Il messaggio del presidente della gestione all’Esecutivo è dunque estremamente chiaro: il Parlamento aveva votato un preventivo con cifre di cui in pochi erano convinti, ma in cambio aveva chiesto al Consiglio di Stato un intervento tempestivo nel caso in cui qualcosa fosse andato storto. L’impressione, tuttavia, è che per un piano di rientro da decine di milioni arriverà soltanto dopo le elezioni. “Il Gran Consiglio è stato chiarissimo: ha chiesto al Governo di presentare un piano di rientro, qualora questi soldi fossero venuti a mancare. Tra sei mesi bisognerà preparare il preventivo, quindi immagino che già oggi si possa capire quale strada intraprendere”, conclude Dadò.

 

 

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