
Non c'era alcun conflitto di interesse tra il ruolo politico di Libero Galli, in qualità di consigliere comunale a Castel San Pietro, e la sua carica professionale che svolgeva alla testa dell'Ispettorato fiscale cantonale, prima di dimettersi perché sospettato di corruzione passiva nell'ambito della vicenda di fatturazioni fittizie legate alla Forward Racing di Agno. Il funzionario aveva richiesto l’autorizzazione e questa era stata accordata. Lo conferma il Governo che negli scorsi giorni ha risposto a un'interrogazione del deputato leghista Gianmaria Frapolli, il quale chiedeva informazioni riguardanti la compatibilità tra la funzione di dipendente pubblico di livello medio-alto e l'eventuale carica politica.
A tal proposito il Governo specifica che la legge sull'ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti "impedisce l'esercizio di un ruolo politico rilevante quale la carica di municipale ai funzionari di livello gerarchico elevato, vista la loro vicinanza ai Consiglieri di Stato e il loro diretto coinvolgimento in temi di importanza strategica per il Cantone". Per altri casi spetta al Consiglio di Stato decidere di non autorizzare l'esercizio della carica pubblica dopo aver ponderato gli interessi dello Stato e del singolo dipendente.
Per quanto riguarda la proposta di una specifica disposizione legale per la divisione delle contribuzioni, o altre divisioni ritenute sensibili, che imponga ai funzionari il divieto di assumere cariche politiche, il Governo sottolinea che la legge attuale regola in modo esplicito i casi di probabile conflitto d'interesse. Spetta infatti all'autorità di nomina il compito di prendere delle decisioni e ciò a prescindere dalla posizione gerarchica del dipendente.
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