
"Questa è censura" afferma Pippo Delbono, regista del film "Sangue", che tanto ha fatto discutere durante l'ultima edizione del Festival del film di Locarno, dando adito persino ad interrogazioni parlamentari.Censura, secondo Delbono, perché nessuno, ma proprio nessuno, intende distribuire la pellicola nelle sale cinematografiche. Sui motivi di questa mancata distribuzione, il regista non ha dubbi: "Un doppio tabù: quello della morte e quello degli Anni di piombo. Due cose che questo Paese non vuole vedere."Secondo Delbono la colpa è soprattutto la presenza di Giovanni Senzani, ex brigatista. "Ma è sbagliato vederlo come un film sulla Brigate Rosse" dice il regista. "È piuttosto un lavoro che, partendo dalla morte di mia madre, arriva a parlare anche di quella della compagna di Senzani, Anna, che l'ha aspettato nei lunghi anni di carcere."Ma malgrado le giustificazioni di Delbono, nessuno ha accettato di distribuire il film nelle sale italiane. "Ho ricevuto solo dei nì, con svariate motivazioni" afferma. "C'è chi spiega il fatto che pesino anche motivi politici per i quali il film potrebbe essere poco gradito."Eppure Delbono sarebbe subissato da e-mail che gli chiedono la data di uscita del film. "Mi chiedono perché non esce e vogliono conoscere i motivi della censura." E il dubbio che la mancata distribuzione nei cinema italiani sia dovuta a una valutazione della qualità del film, Delbono non lo prende nemmeno in considerazione.
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