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Ticino
"Nessun caso di tubercolosi sui mezzi pubblici"
"Nessun caso di tubercolosi sui mezzi pubblici"
"Nessun caso di tubercolosi sui mezzi pubblici"
Redazione
9 anni fa
Il DSS precisa alcune informazioni su alcuni asilanti risultati positivi: "Nessun pericolo per la popolazione"

Il Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) ed il medico cantonale completano alcune informazioni divulgate oggi riguardanti alcuni richiedenti l'asilo, ospiti presso il centro provvisorio di Peccia, che si sono recati a Locarno per delle analisi supplementari in relazione ad un caso di tubercolosi (vedi articolo suggerito). 

"La trasferta con i mezzi pubblici" precisa il DSS nella nota, "è avvenuta dopo aver effettuato delle analisi in loco che hanno escluso qualsiasi rischio di contagio per la popolazione e per i passeggeri".

La tubercolosi è una malattia trasmissibile, ricorda il DSS, ma contagiosa esclusivamente durante la fase cosiddetta “aperta”. "Anche in questa situazione, un contagio è possibile unicamente a seguito di un’esposizione ripetuta di ore accanto ad una persona contagiosa". Rimandando alla risposta di un'interrogazione parlamentare, il DSS aggiunge che la trasmissione di tubercolosi "non avviene durante le attività di vita sociale come, ad esempio, andare in bus o fare la spesa, ma richiede un contatto ravvicinato, prolungato di ore passate assieme in spazi chiusi”.

Il Dipartimento spiega poi le abituali procedure a tutela della salute pubblica: "In presenza di un caso sospetto è previsto l’isolamento in una stanza singola fino alla diagnosi definitiva. Oltre alle precauzioni per il personale medico, in caso di tubercolosi contagiosa confermata il paziente rimane in isolamento fino alla fine del trattamento. A complemento della cura del malato, viene inoltre svolto un esame ambientale, volto a verificare se nei contatti stretti della persona malata si sono verificati dei contagi".

Parlando del caso specifico avvenuto nel maggio 2016, il medico di riferimento per i richiedenti l'asilo, ospiti a Peccia, "ha effettivamente constatato un sospetto caso di tubercolosi, immediatamente segnalato al Medico cantonale. Il paziente è stato trasportato individualmente presso l’Ospedale La Carità di Locarno dove, confermata la diagnosi, è stato trattenuto e messo in isolamento fino al superamento della fase aperta (contagiosa)".

"Come da prassi" conclude il DSS, "al fine di escludere il rischio di contagio presso i richiedenti l’asilo che dividevano la camera con la persona malata, l’Ufficio del Medico cantonale ha incaricato la Lega Polmonare Ticinese, partner abituale per lo svolgimento dell’indagine ambientale – che consiste in un prelievo di sangue - avvenuta in concreto direttamente presso la struttura di Peccia. Dopo tale prelievo, secondo i protocolli, si è proceduto alla convocazione per un esame radiologico al torace, presso il Dispensario antitubercolare a Locarno".

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