
Il Ticino può accogliere 210 richiedenti l'asilo tra il centro e la protezione civile di Chiasso e quella di Biasca. Quattrocentocinquanta sono le richieste fatte nel mese di marzo alla nostra frontiera. Per ora in aprile sono già 586. “In effetti c’è stato un aumento di richieste negli ultimi due mesi – dichiara Alberto Simona, caposezione dell’Ufficio federale delle migrazioni – ma i numeri non sono preoccupanti. A Chiasso abbiamo ancora 15 posti liberi e in Svizzera 150. Durante la guerra nei Balcani, lì sì che si trattava di emergenza e i numeri erano ben diversi”. Ad oggi nel centro di Chiasso sono accolti 10 algerini, 30 tunisini e 70 eritrei. “Gli eritrei sono persone tranquille che non hanno mai creato problemi di ordine pubblico.” Tiene a puntualizzare Alberto Simona. Un problema, invece, sollevato più volte dal sindaco di Chiasso, Moreno Colombo, è quello di alcuni asilanti che passano le giornate a bere alcolici sulle panchine del centro. Il caposezione dell'Ufficio federale risponde e lancia una soluzione. “È un problema che conosciamo molto bene, per questo proprio nel centro asilanti di Chiasso stiamo valutando un progetto pilota che partirà tra un mese circa e che intende sostituire l’”argent de poche” di 3 franchi al giorno, con beni di primo consumo. Bisogna poi vedere se questo cambiamento verrà accettato. Il rischio è che poi qualcuno, non avendo soldi a disposizione, vada a rubare.” “Un secondo progetto, in collaborazione con il comune di Chiasso, è quello di mettere a disposizione degli asilanti un terreno per coltivare un orto.”
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