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Ticino
"'Nero di m...': Non è il pensiero delle Guardie di Confine"
"'Nero di m...': Non è il pensiero delle Guardie di Confine"
"'Nero di m...': Non è il pensiero delle Guardie di Confine"
Redazione
9 anni fa
È polemica sulle dichiarazioni di una Guardia ticinese. Ghisolfi: "È grave, ha sicuramente sbagliato"

In una lettera pubblicata ieri sul Corriere del Ticino due lettori hanno segnalato “un pesante sfogo” da parte di una Guardia di Confine ticinese, udito durante un servizio di “Echo der Zeit" di SRF, datato 5 settembre (clicca QUI per ascoltarlo).

Durante un'assemblea congiunta dei sindacati Transfair e Garanto a Olten, durante la quale si dibatteva contro l’innalzamento dell’età di pensionamento da 60 a 65 anni delle Guardie di Confine proposto dal Consiglio federale, le circa 130 persone presenti hanno dato sfogo al loro malumore e una ticinese ha commentato: “Noi siamo la sicurezza di questo c***o di Paese".

La donna, registrata dal giornalista di SRF, ha poi rincarato: “E a 64 anni io non corro più dietro un negro di m... (si trattiene, ndr) una persona di altro colore”.  Il commento, inutile dirlo, ha indignato i due lettori del CdT ed è stato ripreso oggi anche dal portale Gas in un articolo intitolato "Razzismo tra le guardie di confine?".

Stando a nostre informazione i presenti, invitati a esprimersi liberamente, non sarebbero stati a conoscenza dell'intenzione del giornalista di registrare gli interventi in sala. 

Abbiamo contattato Nadia Ghisolfi, responsabile Regione sud per Transfair, per un commento. “Non vogliamo relativizzare: quanto detto dalla signora è grave, ha sicuramente sbagliato e si è lasciata andare, ma si è corretta, seppur tardivamente”.

“Non è sicuramente il pensiero delle Guardie di Confine – prosegue Ghisolfi – Il messaggio che deve passare non è questo”.

Come spiegare, dunque, lo sfogo della signora (intervenuta fuori servizio, ndr)? “L’innalzamento dell’età della pensione è un tema molto sensibile di sicurezza nazionale – spiega Ghisolfi – Inizialmente era stata pensata a 58 anni e poi a 60 proprio perché si tratta di un lavoro logorante dove si è sempre in prima linea. La decisione del Consiglio federale ha fatto arrabbiare molto sia i sindacati che le Guardie stesse. Durante l’assemblea i toni sono stati molto accesi ma comunque rispettosi. La registrazione degli interventi non è stata concordata con il giornalista, che ha estrapolato questo intervento infelice da un'assemblea durata diverse ore e i cui toni sono sempre stati rispettosi”.

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