
Immersa fra i vigneti del Mendrisiotto, la Masseria di Vigino a Castel San Pietro oggi si presenta in stato di avanzato ed evidente degrado. Ma dopo anni di abbandono (e di travagliate discussioni sul suo futuro), l'edificio storico e testimonianza del mondo contadino che fu verrà finalmente restaurato e trasformato in uno spazio pubblico dedicato alla nascita e alla crescita in tutte le loro sfaccettature. «Diventerà un luogo di accoglienza post parto. Ma sarà anche uno spazio di nascita per tutte le varie forme di vita: dagli animali alle piante, fino al vino», illustra la sindaca Alessia Ponti.
Funzionalità e coerenza con la tradizione
Conciliabilità lavoro-famiglia - ci sarà anche un pre-asilo - contenuti sociali, ma anche agricoli. Spazi per esposizioni e conferenze, luoghi di incontro e una parte adibita a bed&breakfast per le famiglie. Oltre che sul contenuto, si interverrà però evidentemente anche sul contenitore. «Sarà un restauro conservativo - illustra ancora Ponti - che rispetterà e rispecchierà la natura e le origini della masseria. Essendo un bene protetto culturalmente, sarà sicuramente un restauro con i guanti».
La fontana che oggi non c'è
A fare da cornice alla rinnovata masseria, un vasto giardino esterno con punti sia ludici, sia meditativi. E una fontana per i bambini non nati, dedicata a chi ha vissuto o vive un lutto perinatale e che oggi non ha un luogo di riferimento. Decisivo per il recupero della Masseria - ricordiamo - è stato l'accordo di cessione siglato nel 2024 tra Cantone (ex proprietario del sedime), Comune (che si occuperà della futura gestione) e Fondazione Carozza (che ne finanzierà la valorizzazione). In modo da coniugare memoria e futuro, radicamento territoriale e apertura alla comunità.

