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Bellinzona
Nella bucalettere della direzione FFS: ricci di castagne
© Ti-Press / Davide Agosta
© Ti-Press / Davide Agosta
Azione sindacale questa mattina a Bellinzona contro la decisione delle FFS di voler sopprimere l'invalidità professionale. La SEV: "Ennesima misura di risparmio e uso indiscriminato di lavoratori temporanei".

Regalo “avvelenato” per la Direzione delle FFS. O meglio pungente. Questa mattina i ferrovieri ticinesi, assieme al sindacato del personale dei trasporti (SEV), si sono riuniti a Bellinzona per inviare ai vertici dell'ex regia federale una scatola di ricci di castagne e una lettera di rivendicazioni. Il motivo? Mandare un messaggio simbolico per rappresentare "il malcontento dei collaboratori e delle collaboratrici verso le intenzioni delle FFS di voler sopprimere l’invalidità professionale come ennesima misura di risparmio e verso l’uso indiscriminato di lavoratori temporanei nel settore della pulizia delle carrozze”, sottolinea la SEV. 

Soppressione dell'invalidità professionale

Secondo quanto riferisce il sindacato, l'invalidità professionale verrà soppressa a partire dal 2023. Una misura che, ricorda la SEV, “si applica quando un/una dipendente non è più in grado, per motivi di salute, di svolgere l’attività corrente o un’altra attività che ci si può ragionevolmente aspettare da lui/lei e non ha diritto a una rendita completa dall’AI”. E se non è possibile essere impiegato, "l’invalidità professionale diventa un’opzione a partire dall’età di 50 anni e 10 anni di contributi alla Cassa pensioni". La misura, aggiunge il sindacato, "è stata pensata per le persone che svolgono una professione in regime di monopolio e il cui reinserimento nel mondo professionale è complicato se non impossibile". Abolendo l’invalidità professionale, le FFS mettono quindi "in una posizione precaria persone che non hanno quasi nessuna possibilità di trovare un lavoro”.

Precarizzazione del lavoro 

Questa decisione ha fatto infuriare i dipendenti delle ferrovie svizzere, specialmente quelli che lavorano nell’ambito dei servizi di pulizia nelle stazioni come nei treni e che spesso fanno parte di personale temporaneo. “In Ticino si contano 59 collaboratori attivi nel settore della pulizia delle carrozze e solo 20 di questi beneficiano di un contratto FFS. Tutti gli altri e alcuni da più anni, sono attivi come personale interinale", denuncia la SEV. "Una precarizzazione del lavoro che mal si addice ad un’ex regia federale e che oggi viene richiamata dai ferrovieri ticinesi ad un celere cambiamento di rotta".

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