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"Nel deposito i soldi c’erano, era il colpo della vita"
"Nel deposito i soldi c’erano, era il colpo della vita"
"Nel deposito i soldi c’erano, era il colpo della vita"
Redazione
8 anni fa
Condannati a pene tra i 2 anni e mezzo e i 3 anni e mezzo i cinque uomini che cercarono di svaligiare la Loomis di Chiasso

"Quando dicono che fantasticavamo sui milioni mentono. Sapevano della presenza del denaro, perché c’era una talpa". È stato inequivocabile il giudice Amos Pagnamenta nel motivare la sua sentenza nel processo che vedeva imputati cinque membri della banda, che cercò di svaligiare la Loomis di Chiasso il 26 febbraio scorso.

La corte ha deciso condanne di 2 anni e 6 mesi (di cui 12 mesi da scontare) per un imputato, 3 anni e 3 mesi per altri due e 3 anni e 6 mesi per gli ultimi due imputati. Le Pene dei quattro sono interamente da scontare. Tutti sono stati espulsi dalla Svizzera per un periodo di 10 anni.

I soldi c’erano ed erano molti, la corte non ha avuto dubbi. Ed erano svariate decine di milioni di franchi. La Loomis era stata avvertita di un probabile tentativo di rapina, ma non poteva vuotare del tutto il deposito, perché avrebbe, di fatto, chiuso l’attività in Ticino.

La corte si è anche convinta che la banda abbia tentato di svaligiare la Loomis già nel dicembre 2017, così ha condannato quattro degli imputati a duplice tentato furto semplice, a cui si sommano quello di danneggiamento e violazione di domicilio.

È caduta invece l’aggravante del mestiere, vista la giurisprudenza precedente, infatti viste le passate decisioni del tribunale federale si può definire ladro di professione chi svaligia ripetutamente per piccole somme una lavanderia a gettoni, ma non chi cerca di sistemarsi per sempre con un unico colpo plurimilionario.

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