
L'imprenditore franco-algerino Rachid Nekkaz va dichiarato "persona non grata" in Svizzera.
Lo sostiene il consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri, il quale ha inoltrato quest'oggi un'interpellanza in tal senso al Consiglio federale.
Quadri ricorda che lo scorso 10 dicembre a Locarno Nekkaz ha tenuto una conferenza stampa su suolo pubblico, "pare senza aver nemmeno chiesto l’autorizzazione", contro il divieto di dissimulazione del viso.
"Tale divieto è stato votato dal popolo ticinese nel settembre 2013, ha ottenuto la garanzia federale nel maggio 2015 mentre nelle scorse settimane il Parlamento cantonale ha finalmente approvato la relativa legge d’applicazione" scrive il consigliere nazionale.
"Il signor Nekkaz, nella sua conferenza stampa a Locarno, ha dichiarato che pagherà lui le multe comminate alle donne che contravverranno al divieto di dissimulazione del viso non togliendosi il burqa" prosegue Quadri. "Si tratta quindi di una chiara incitazione a violare una norma costituzionale e legale la cui conformità ai diritti fondamentali è stata certificata dalla Corte europea dei diritti dell’Uomo: quest’ultima, stabilendo sul divieto francese (che ha funto da modello per l’iniziativa popolare ticinese), ha decretato che il burqa contravviene alle regole elementari del vivere insieme di una società occidentale; pertanto, una sua proibizione non costituisce un’ingerenza eccessiva nella libertà individuale."
"Essendo il signor Nekkaz un cittadino straniero non residente in Svizzera, ma che arriva nel nostro paese per incitare a violare la legge", Quadri chiede quindi al Consiglio federale se è sua intenzione dichiararlo persona non grata in Svizzera, in considerazione del suo comportamento.
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