
Chi vive nei pressi dell’aeroporto di Lugano-Agno lo avrà notato, in questi giorni si vola un sacco. Pensate, nella sola giornata di ieri ci sono stati 170 tra decolli e atterraggi. Come mai? L’occasione è un corso di aggiornamento per piloti dell’aviazione privata. “Negli ultimi anni ci sono stati diversi incidenti, perché i piloti che andavano a prendere gli aeroplani dalla manutenzione non erano abituati a fare manovre particolari, come il volo lento o lo stallo”, spiega Marc Roth, direttore di Avilù.
Proprio per questo a livello europeo è stata cambiata la legge, introducendo un obbligo di aggiornamento proprio per manovre meno usuali. “Questo è il primo corso di questo tipo in Svizzera, ci siamo rivolti a clienti che sono piloti di jet privati”.
Un appuntamento che è servito anche a mettere in mostra lo scalo. “Abbiamo sviluppato nuovi tipi di corsi come questo e non solo, per aumentare la visibilità dell’aeroporto, aumentare i movimenti, gli introiti e tutto quello che ne consegue”, spiega il direttore della scuola di volo. E così anche l’aeroporto di Lugano che di crisi non deve superare solo quella del coronavirus, può ricominciare a sentire i motori: “L’aviazione sta riprendendo, perché la gente continuerà a viaggiare”, conclude Roth, “speriamo che riaprendo i confini riparta anche l’aviazione di linea”.
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