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Negozi, si parte da 3'200 franchi al mese
Negozi, si parte da 3'200 franchi al mese
Negozi, si parte da 3'200 franchi al mese
Redazione
10 anni fa
Svelati i dettagli dell'intesa raggiunta sul CCL. Unia già critica: "Un'occasione persa"

Sono stati svelati questa mattina a Bellinzona i dettagli dell'intesa raggiunta per la stipulazione di un contratto collettivo di lavoro nel settore della vendita come prevede la nuova legge sui negozi, approvata dal popolo lo scorso 28 febbraio. Le trattattive, avviate lo scorso 10 marzo, hanno coinvolto le parti sociali (Unia, OCST, SIC, SIT, Federcommercio e DISTI) e la mediazione dell'Ufficio cantonale di conciliazione (UCC). 

Ogni articolo proposto dal documento ha raggiunto o l'unanimità o la maggioranza delle parti. "Trovare una soluzione unanime è un'utopia" ha dichiarato in conferenza stampa il presidente dell'UCC Christian Vitta. "Il CCL non soddisferà le parti in tutti i punti. L'idea è di perseguire un continuo miglioramento negli anni a venire".

Ecco nel dettaglio gli articoli del documento:

1. Campo d'applicazione: il CCL si applica a tutti meno che a quei datori di lavoro che sono già assoggettati a contratti nazionali.

2. Entrata in funzione: quorum permettendo, si prevede che il CCL entri in vigore a marzo 2017, per una durata minima di 4 anni

3. Orari di lavoro e organizzazione: si prevedono 42 ore settimanali, con eventuali picchi massimi di 45. Il lavoro giornaliero per chi lavora dal 50% in su deve restare entro un intervallo massimo di 12 ore, salvo accordo individuale tra le parti. Chi è invece assunto sotto il 50% non può lavorare in modo frazionato.

4. Salari minimi per 13 mesi: per i venditori non qualificati si parte da 3200 franchi, per l'assistente del commercio al dettaglio da 3400 franchi, mentre per l'impiegato del commercio al dettaglio da 3600 franchi. 

5. Costituzione di una commissione paritetica

La soluzione raggiunta verrà discussa dalle parti sociali nei prossimi giorni e se verrà raggiunta la maggioranza, il CCL verrà sottoscritto il 21 giugno. Seguirà poi la ricerca dei quorum (il CCL deve trovare il consenso di almeno il 50% dei datori di lavoro). 

"Decisiva sarà la ricerca del quorum da parte delle parti sociali" ha commentato Christian Vitta. "Spetta a loro il compito di sciogliere la matassa per far rispettare la volontà del popolo ed evitare che decidano i tribunali sulla legge sui negozi. L'obiettivo è di ottenere le adesioni entro fine settembre".

La Disti ha già confermato di condividere il risultato, mentre per Federcommercio "l'accordo è accettabile e sopportabile per tutti i commerci" ha dichiarato Augusto Chicherio. Anche l'OCST trova soddisfacente quanto fatto per trovare una soluzione necessaria al settore. Unia è invece è più critica e si dice un po' delusa. "Il sentore" ha affermato Giangiorgio Gargantini, "è quello di un'occasione persa per trovare delle solluzioni accettabili". 

Se il CCL non verrà approvato, ricordiamo, la nuova legge sull'apertura dei negozi, approvata dal popolo in febbraio, non potrà entrare in vigore. 

Maggiori dettagli sull'incontro odierno questa sera alle 18.45 nel Tg di TeleTicino. 

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