
Anche il secondo semestre è stato da dimenticare per quel che riguarda il commercio al dettaglio nel Canton Ticino. I dati pubblicati oggi dall’Ufficio statistica del Cantone su indicazioni del Centro di ricerche congiunturali del Politecnico federale di Zurigo KOF indicano una contrazione della cifra d’affari dell’8,6% a maggio, meno 1,6% a giugno e una minima ripresa dello 0,5% a luglio. Il calo della clientela preoccupa il 44% degli intervistati. Il livello di impiego scende dello 0,7% mentre gli utili trimestrali sono diminuiti nel 41% dei casi. Nei prossimi tre mesi si attendono ulteriori cali del fatturato. Nel dettaglio i piccoli negozi accusano il colpo, con diminuzioni che hanno raggiunto il 9,5% in aprile, il 2,7% a maggio mentre a giugno un aumento del 2,7%. Per i grandi e medi negozi le cose non vanno meglio. Ad aprile si è registrato un -7.1% e a maggio un – 3,2%. Giugno ha marcato un + 1.4%. “Tutta l’Europa è in difficoltà – dice Paolo Poretti, vicepresidente Federcommercio – tranne alcune realtà a ridosso del confine elvetico che approfitta del cambio euro/franco”. “Nemmeno la stagione turistica ha potuto dare una boccata d’ossigeno al settore - continua Poretti - e l’indotto è stato inferiore agli scorsi anni. Come già detto i margini di manovra sono sempre più ristretti fino a mettere a repentaglio la sopravvivenza di alcune attività. A breve termine non sono attesi cambi di tendenza”.
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