
Ancora un periodo disastroso per il commercio al dettaglio ticinese. Oggi sono stati pubblicati i dati relative al quarto trimestre 2011, che comprende anche il periodo natalizio. Ebbene, ancora una volta bisogna registrare un calo dell’afflusso di clienti con conseguente diminuzione della cifra d’affari. Se per i piccoli negozi il trend è da parecchio tempo negativo, anche la media e grande distribuzione ha fatto registrare cali sensibili.Per i piccoli il mese di ottobre ha segnato un – 5.3% della cifra d’affari, seguito da un -2.9% a novembre e un – 4.6% a dicembre. Quindi nemmeno il periodo natalizio ha invertito il trend negativo.Ma i dati preoccupanti arrivano anche dalla media e grande distribuzione. In ottobre il calo è stato del 4.5%, a novembre del 3.9% e a dicembre addirittura del -6%. Questi i dati pubblicati dal KOF di Zurigo.Cifre preoccupanti. Preoccupazioni che trovano conferma nelle previsioni sia dei piccoli commerci sia di quelli più grandi. Per i prossimi mesi infatti non si attendono variazioni di sorta, anzi, un peggioramento in ottica sei mesi. Questo potrebbe avere gravi ripercussioni sull’impiego.Abbiamo sentito Paolo Poretti, vicepresidente Federcommercio, in merito a questi risultati.Gli abbiamo chiesto se la prospettata legge sugli orari dei negozi potrebbe aiutare a far tornare i clienti: "Non credo che in questo momento sia sufficiente, se non in pochi casi particolari. Il grosso problema è la crisi globale - continua Poretti - mi spiego, la gente, anche se ha un posto di lavoro, vive nell’insicurezza e questo porta a contrarre i consumi”.Quindi non è nemmeno più un problema di euro basso. Poretti conferma questa ipotesi “Il fattore euro si è un po’ ridimensionato in quanto con la fissazione del cambio a 1.20 anche i negozianti possono comperare meglio”.“Vorrei aggiungere ancora una cosa – conclude Poretti – come già detto c’è una saturazione del mercato che di certo non aiuta”.MM
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