
All'indomani delle dichiarazioni del presidente della Disti Enzo Lucibello, UNIA e OCST ribadiscono la propria posizione: gli orari dei negozi non si toccano.
I grandi distributori ieri hanno presentato, cifre alla mano, le conseguenze di un anno nero che non è ancora finito: il sacrificio è di 190 posti di lavoro e a novembre le vendite sono calate di un altro 10%. La lotta alla sopravvivenza, dicono i commercianti, deve passare anche dalla collaborazione delle parti; leggasi innanzitutto: estensione degli orari d'apertura.
Questi commerci secondo UNIA sono anche quelli che subiscono maggiormente l'introduzione di misure quali il prolungamento degli orari.
OCST è sulla stessa lunghezza d'onda. Paolo Locatelli cita uno studio secondo il quale la legge "salva Italia" ha portato a una concentrazione degli acquisti nel week end e non ad un aumento degli stessi.
Insomma, secondo i sindacati, affrontare la crisi aumentando gli orari d'apertura significa andare dalla parte sbagliata. Quella giusta? I prezzi, la qualità della merce e la diversificazione dei prodotti.
Le considerazione dei sindacati nel servizio di TeleTicino.
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