
Bellinzona, e in particolare il suo centro, è confrontata da alcuni anni, come del resto le altre città ticinesi, alla chiusura di negozi e bar. Le cause di questa spirale negativa vanno dagli affitti troppo alti, dall'assenza di eventi di rilievo (i soli castelli e l'avvento di AlpTransit sembrano non bastare per invertire il trend) e dalla scarsità di posteggi.
"Non so quanto resisteremo. Guardi lei stesso: non c'è in giro nessuno. Lo so, siamo a fine luglio. Ma non è che nel resto dell'anno la situazione sia tanto migliore. Facciamo fatica tutti", commenta il commerciante interpellato negli scorsi giorni dal Corriere del Ticino.
Il Municipio e la Società dei Commercianti seguono con preoccupazione l'evolversi della situazione. Una situazione che il CdT ha deciso di ripercorrere con riferimento a quanto successo nel recente passato. Fine anni Novanta-inizio dei Duemila: i bar di via Codeborgo, affollatissimi fino a quel momento, cominciano a svuotarsi. Seguono numerosi cambi di gerenza, una prassi molto in voga all'ombra dei castelli a testimonianza di un problema diffuso. È il primo sintomo che la Turrita non sta bene. Se i locali son vuoti, infatti, significa che non c'è in giro nessuno.
Maggiori dettali nell'edizione odierna del Corriere del Ticino
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