
Quest'estate partire in vacanza con l'aereo potrebbe diventare un'odissea. Ritardi, scioperi e voli cancellati stanno creando non poche preoccupazioni a chi ha deciso volare. Tra le cause di questi disagi la mancanza del personale di terra il ritorno post pandemico ai viaggi. "È un problema strutturale", ha spiegato a Ticinonews Davide Pedrioli, direttore di Lugano Airport. "Bisogna pensare che il sistema del trasporto aereo è soggetto a delle punte di utilizzazione differenti alla media e si deve adattare all'alta stagione". Oltre a questo, continua l'esperto, "c'è il problema causato dal Covid: durante la pandemia le compagnie aeree e gli aeroporti hanno diminuito i propri dipendenti e ora si trovano a dover recuperare questa mancanza che si fa sentire nei momenti di punta". A Zurigo, ad esempio, "il problema riguarda il personale che effettua i controlli di sicurezza all'entrata dell'aeroporto".
"I biglietti aerei costeranno il 10% in più"
Il problema, stando a Pedrioli, si risolverà. "È interesse delle compagnie aeree e degli aeroporti sistemare questa situazione, ma per farlo ci vorranno tempi relativamente lunghi. Ci vorrà qualche semestre. Bisognerà anche vedere come il mercato si evolverà nei momenti di punta. Probabilmente, con l'aumento del costo dell'aereo, ci sarà una stabilizzazione o una diminuzione di chi viaggerà con un velivolo. Ora tutti volano perché hanno risparmiato durante la pandemia e quest'anno in molti vogliono recuperare i viaggi 'persi'. Per il futuro, però, gli indicatori mostrano delle punte di utilizzo inferiori rispetto a quelle attuali". Un calo dovuto anche al rincaro previsto per i biglietti aerei. "Volare costerà sempre di più anche perché i carburanti CO2 neutri -dove Swiss è pioniera- implicano un aumento dei costi. Non sono rincari eclatanti, ma il solo biglietto nei prossimi anni aumenterà almeno del 10%", ha concluso il direttore di Lugano Airport.

