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Ticino
Negativa la bilancia commerciale ticinese
Negativa la bilancia commerciale ticinese
Negativa la bilancia commerciale ticinese
Redazione
9 anni fa
Pubblicati i dati del terzo trimestre 2017: il saldo dell'export al netto dell'import indica -905 milioni

È stata pubblicata l'infografica, elaborata dall’Osservatorio delle Dinamiche economiche (O-De) dell'IRE, dedicata alla bilancia commerciale ticinese per il terzo trimestre 2017.

Questo strumento consente l’analisi e il monitoraggio della capacità competitiva ticinese a livello internazionale.

Nell’edizione corrente si evidenzia come il saldo della bilancia commerciale sia negativo. Rispetto al I trimestre 2017 in cui il valore dell’import e dell’export si sovrapponevano, nel III trimestre si ha un allargamento della forbice tra il valore dei beni importati e quelli esportati. In crescita troviamo i mercati extra-europei come Giappone e Hong-Kong. Viceversa, gli Stati Uniti presentano la contrazione più marcata, dovuta principalmente ad una forte flessione del chimico-farmaceutico.

Gli scambi nel III trimestre 2017

Le esportazioni sono state di 1’643 Mio. CHF, mentre sono stati importati prodotti per un valore di 2'548 Mio. CHF. Tra i beni più importati vi sono i prodotti chimico-farmaceutici e gli strumenti di precisione, orologi e gioielli, per un valore pari ad oltre la metà del totale. Circa il 70% del valore dell'import viene dall’Europa, principalmente da Italia e Irlanda (56% circa). L’elevata quota irlandese è dovuta ad un ordinativo di prodotti per 524 milioni di franchi del settore chimico-farmaceutico. L'export cantonale riguarda per circa un terzo il chimico-farmaceutico. Una quota pari a circa il 60% dell'export totale viene spedita in Europa. Circa un quarto delle esportazioni è invece diretto verso il continente americano.

Gli scambi commerciali rispetto all'anno precedente

Rispetto al I trimestre 2017 in cui il valore dell’import e dell’export si sovrapponevano, nel III trimestre si ha un allargamento della forbice tra il valore dei beni importati e quelli esportati. I mercati extraeuropei come Giappone e Hong-Kong sono in crescita. Al contrario, gli Stati Uniti presentano la contrazione più marcata, dovuta principalmente ad una forte flessione del chimico-farmaceutico. Questo è il settore che ha subito la diminuzione maggiore rispetto al III trimestre 2016 (-40%). In controtendenza troviamo la sola Germania (+43%). Il settore dei prodotti in pelle, gomma e plastica fa registrare un forte incremento rispetto all'anno precedente (24%), grazie alla buona perform ance in America e ottima in Europa (+23,7%).

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