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"Neanche l’1% di buon senso"
"Neanche l’1% di buon senso"
"Neanche l’1% di buon senso"
Redazione
9 anni fa
Natalia Ferrara affonda l'iniziativa 99% dei giovani socialisti: "Sparge illusioni collettive"

Finora ad esprimersi sull'iniziativa 99% lanciata dai giovani socialisti - che chiede di tassare maggiormente l'1% degli svizzeri più ricchi - sono stati perlopiù esponenti del Partito socialista. Partito che si sta dividendo tra favorevoli e contrari (vedi articolo suggerito). A dar man forte a quest'ultima categoria è ora la deputata PLR Natalia Ferrara, che in un'opinione apparsa sull'organo del partito "Opinione liberale" ha espresso tutti i suoi dubbi riguardo all'iniziativa. Ferrara accusa in particolare "una certa sinistra" di essere "idealista" e di usare la ricchezza come "capro espiatorio".

"Per quanto diversi una certa destra e una certa sinistra hanno in comune la forma mentis del capro espiatorio" esordisce la deputata PLR. "Ciò che per gli uni sono gli stranieri, per gli altri è la ricchezza. I primi sarebbero all’origine di ogni male, la seconda di ogni ingiustizia".

"Penso all’iniziativa popolare cosiddetta dell’99% lanciata recentemente da Gioventù socialista (GISO)" chiarisce Ferrara. "L’idea è di “sopravvalutare”, ai fini fiscali, redditi da capitale particolarmente elevati. In un Paese dove, come noto, il 3% dei contribuenti più facoltosi paga grossomodo il 30% delle imposte, tutto possiamo permetterci salvo condizioni tributarie inospitali per patrimoni e redditi importanti, peraltro già significativamente imposti oggi. Ma sugli aspetti fiscalmente assurdi dell’idea - e controproducenti persino rispetto all’obiettivo dichiarato - ci sarà modo di tornare".

"Mi preme sottolineare qui un altro aspetto, al tempo stesso culturale e politico" prosegue Ferrara. "Un’iniziativa come quella della GISO, che ha tra i promotori, nota bene, il presidente del PS svizzero e alcuni deputati alle Camere federali, si spiega solo con il diffondersi, preoccupante, di una rappresentazione ideologica e populista della situazione elvetica. Ideologica perché legge la realtà in modo da legittimare un’idea politica; populista perché propone i “grandi ricchi” (l’1%, appunto) quali apparenti responsabili dei timori o delle difficoltà economiche di molti cittadini (il capro espiatorio di turno)".

"Quale immagine di Svizzera viene infatti suggerita per legittimare l’iniziativa?" si chiede la deputata PLR. "Non certo quella di Paese fra i primi in Europa sia dal punto di vista economico che sociale, bensì quale rifugio di miliardari che prosperano su rendite parassitarie. Non la nazione con il minore tasso di disoccupazione, ma quella dove il lavoro è sfruttato, il capitale se la gode e la mondializzazione miete vittime. Una sorta di appello che mescola risentimento, invidia, frustrazione e, appunto, colpevolizzazione di una minoranza (stavolta ricca e a volte snob ma il modulo non cambia). Insomma, e di nuovo, buoni contro cattivi, prima gli uni e dopo gli altri".

"Potrei continuare ma non servirebbe, giacché al populismo interessa poco la realtà. Iniziative simili distribuiscono buona coscienza spargendo però, come se ne avessimo bisogno, illusioni collettive. Una tavola imbandita, va da sé, anche per una certa destra che si strofina le mani ogni volta che vede risorgere i vecchi fantasmi della contrapposizione sociale, mentre a sinistra, sulla scia di una critica della globalizzazione che infiamma gli animi e nutre i nazionalismi, prevalgono idee e leadership radicali".

"L’iniziativa 99%, con davanti i giovani e dietro i soloni del PS nazionale, ne è un – triste - esempio" conclude Ferrara. "Sono apparentemente dimenticate sia la lezione dei riformatori che le idee liberali. Certo, vale la pena continuare, come cerco di fare anch’io, un’autentica lotta – necessaria e anche liberale – per una maggiore giustizia sociale, per ridurre la povertà e accrescere, davvero, l’uguaglianza delle chances. Ma non c’è che dire, il rinnovamento delle grandi culture politiche è più urgente che mai, se non si vuole spianare la strada ai nazionalismi e ai risentimenti consolatori".

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