
Il 33enne del Locarnese, assolto nel gennaio 2018 dall'accusa di violenza carnale, non si arrende. Come anticipato dal domenicale Il Caffè il 25 febbraio dello scorso anno, l’uomo aveva deciso di segnalare l'operato del procuratore pubblico Zaccaria Akbas e del giudice Mauro Ermani al Consiglio della Magistratura e aveva chiesto un risarcimento per quanto subìto.
"Ho trascorso 43 giorni in carcere e vissuto un'odissea lunga tre anni a causa di una denuncia mendace" aveva spiegato l’uomo, che era stato accusato da una sua conoscente per aver abusato di lei nel gennaio 2015. "La giustizia ha sbagliato e non mi ha nemmeno risarcito il danno subito".
Per ingiusta carcerazione è prevista un'indennità calcolata sul periodo trascorso dietro alle sbarre. Ma, "me l'hanno ridotta a 5 giorni invece di 43, sostenendo che in fin dei conti il rapporto sessuale c'è stato, nonostante non siano riusciti a provarlo - ha affermato a Ticinonews - E ad oggi mi hanno rimborsato solo questi 5 giorni con 1'000 franchi”. La segnalazione al Consiglio della Magistratura, ci spiega, "si è risolta in un nulla di fatto".
Lo scorso novembre il 33enne si era quindi rivolto in Pretura a Locarno, chiedendo una perizia psichiatrica per poter quantificare i danni subiti. “Il procuratore pubblico, nel suo atto di accusa, ha semplicemente fatto copia e incolla di quanto depositato dalla denunciante mentre il giudice mi ha accusato di non aver ammesso un rapporto sessuale, in realtà mai avvenuto e mai provato. Per questo insieme al mio avvocato chiediamo 10’000 franchi di torto morale e i 7'600 mancanti come risarcimento per i giorni di ingiusta carcerazione”. Da ultimo, ricordiamo che il 33enne aveva denunciato penalmente la donna per denuncia mendace, ma su questo capitolo della vicenda non ci sono ancora sviluppi.
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