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Ticino
"Ne beneficeranno soprattutto i frontalieri"
Redazione
11 anni fa
I contrari all'iniziativa "Salviamo il lavoro in Ticino" espongono le proprie motivazioni per votare no

È iniziata poco fa la conferenza stampa indetta dal comitato contrario all'iniziativa dei Verdi "Salviamo il lavoro in Ticino", in votazione il prossimo 14 giugno. A prendere la parola sono stati il deputato UDC Marco Chiesa, il consigliere nazionale PPD Fabio Regazzi e il deputato PLRT Matteo Quadranti

I contrari sostengono che l'iniziativa è di difficile applicazione poiché lo Stato andrebbe a definire dei salari inferiori rispetto a quelli in vigore. Un provvedimento che, secondo loro, non è una risposta per i residenti. "Il Ticino diventerebbe ancora più attrattivo per i frontalieri" hanno affermato i membri del comitato, "senza contare che è un pugno alle aziende".

"L'iniziativa ha problemi di compatibilità con la Costituzione federale che sancisce la libertà economica" ha sottolineato Quadranti. "Tant'è vero che nei soli due Cantoni in cui sono state approvate iniziative simili (Neuchâtel e Giura) non sono state ancora applicate. L'idea quindi è certo allettante, ma non idonea e proporzionale. Si tenderà al ribasso degli stipendi".

"Chi beneficerà dell'iniziativa sarà soprattutto il frontaliere" ha ribadito Marco Chiesa. "Prima risolviamo il problema di far lavorare in Ticino i residenti. A quel punto, eventualmente, si potrà anche parlare di salario minimo"

Per Fabio Regazzi ci si trova di fronte al classico specchietto per le allodole: "È una risposta sbagliata a un problema reale".

L'unica risposta per i contrari all'iniziativa resta il partenariato sociale.

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