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Ticino
"Navigazione sul Verbano, personale alla mercé di interessi privati"
"Navigazione sul Verbano, personale alla mercé di interessi privati"
"Navigazione sul Verbano, personale alla mercé di interessi privati"
Redazione
8 anni fa
Il deputato di MontagnaViva Germano Mattei interroga il Governo riguardo l'organizzazione implementata dalla Societa navigazione del Lago di Lugano

Riceviamo e pubblichiamo l'nterrogazione di Germano Mattei di Movimento MontagnaViva al Consiglio di Stato riguardante alle condizioni di lavoro del personale della navigazione sul bacino svizzero del Lago Verbano. 

"Lodevole Consiglio di Stato,

in passato mi sono occupato due volte della problematica attinente alla Navigazione sul bacino Svizzero del Lago Maggiore:- Interpellanza del 19 giugno 2017 (unitamente ai colleghi Giorgio Pellanda e Andrea Giudici) “Navigazione sul bacino Svizzero del Lago Verbano, Quo Vadis?”, con risposta del C.d.S. del 4 ottobre 2017 (doc. 4360) ;- Interrogazione del 10 luglio 2017 (unitamente al collega Giorgio Pellanda) “Navigazione sul bacino Svizzero del lago Verbano, verso il futuro quale servizio pubblico regionale?”, con risposta del C.d.S. del 4 ottobre 2017 (doc. 146.17/4426).

Inutile aggiungere che le due risposte non furono soddisfacenti e che non hanno portato alcun apporto per una virtuosa soluzione del problema, che tra Confederazione e Cantone si pensa di aver risolto affidando la gestione del servizio pubblico e turistico sul bacino Svizzero del Verbano alla Società di Navigazione del Lago di Lugano.

Dalla ripresa del servizio, avvenuto dopo mille tergiversamenti e ritardi, nella primavera scorsa ho seguito con attenzione lo sviluppo della problematica sia quale servizio sul lago e sia nei rapporti della Società luganese con il personale operativo sul ramo di lago Verbano.

Quanto si era preannunciato continua a concretarsi. Servizio e specialmene i rapporti con il personale restano sempre problematici. Ultima fase quella costatata nei giorni scorsi con il mancato accordo tra le parti contraenti (Marinai, Sindacati, Consorzio luganese) a fronte di una proposta evidentemente, a mio avviso, inaccettabile ed irrispettosa dei diritti dei lavoratori. Mal si conprende l’accordo del Presidente del Consiglio di Stato a una proposta chiaramene di diseguaglianza salariale rispetto ad una situazione acquisita e da rispettare. Preoccupa pure la continua fuga di personale, passato da un contingente di 32 mariani agli attuali 17 (faccio riferimento a quel che si legge sulla stampa) e si sente che la fuga di persone formate in un settore non semplice né scontato continua. Le sostituzioni sono, da quel ch si dente, difficili e purtroppo con personale non sempre all’altezza della situzione di servizio pubblico e lacuale.

Sono sempre più convinto che la soluzione che avevo più volte prospettato di un Consorzio gomma – ferro – fune e lago con la FART sia la migliore soluzione possibile. Questo anche considerato che il Cantone detiene il 51.40% ( la Confederazione il 34.14%) dell’azionariato della Società locarnese. La soluzione con il Consorzio luganese fa in effetti acqua da tutte le prati ed è il risulato di una soluzione mal confezionata e che non persegue interessi pubblici, ma solo interessi meramente privati, che posso anche comprendere, ma di nessuna virtuisità quale servizio pubblico.

In particolare si rileva:

- la poca organizzazione implementata dalla Societa navigazione del Lago di Lugano,

- nuovo personale in genere poco o nulla preparato e insufficiente per un servizio efficiente e concreto

- confusione e poca chiarezza negli orari di servizio,

- battelli affittati dalla Navigazione italiana di Arona non utilizzati per mancanza di personale (vi è un battello, il Torino, affittato praticamente inutilizzato e attraccato desolatamente al molo di Locarno)

- attracchi nel Gambarogno ridotti all’osso e senza nessun servizio sul posto. Situazione che ha generato e genera disagi all’utenza e alla popolazione del Gambarogno,

- servizio lacunoso verso le Isole di Brissago,

- problemi nella trattazione del nuovo contratto di lavoro per il personale e messa sotto pressione spicologico dei Marinai, alcuni di loro da anni e anni al servizio sul Lago Maggiore,- fuga continua di personale tradizionale e formato per il servizio sul Lago Maggiore. Persone che giungono persino a chiedere possibilità di lavorare in Case anziani in fondo alle nostre Valli!

Questo per essere brevi, dato che si potrebbe continuare con altri esempi poco edificanti e per nulla positivi. Mi auguro che la bella estate, unitamente all’ammirevole dedizione del personale che opera con estremo impegno e dedizione in condizione disagiatissime, abbia portato dei risultati positivi almeno dal lato dell’affluenza e degli incassi.

Preoccupa la lentezza, con i problemi che sono noti, per il rinnovo del Contratto collettivo di lavoro e per le condizioni poste per la Cassa pensione del personale. È intollerabile la pressione esercitato dalla Società luganese, che vorrebbe ridurre sino al 15 - 20% i salari sin qui percepiti dai Marinai.

Recentemente, il 6 luglio u.s. (doc. 105.18), il collega Ivo Durisch e confirmatari hanno interrogato questo Escutivo in merito alla gestione dl Consorzio, al rispetto degli accordi stabiliti e al “businessplan”. La risposta del 29 agosto (doc. 3861) è deludente per la lapidarietà nelle risposte. In pratica il Consiglio di Stato risponde a monosillabi, facendo capire che il problema Navigazione sul bacino Svizzero sul Lago Maggiore è l’ultimo dei suoi problemi e sicuramente non una priorità.

Tutta questa situazione porta alla certezza che le trattative per il rinnovo del Contratto collettivo si sta protarrando alle Calende greche, facendo perno sullo snervamento delle parti in causa, personale d’esercizio in particolare.

Per il 2018 è in applicazione il decreto ponte, presentato nella Conferenza stampa del 15 luglio 2017, con la garanzia dello Stato di fr. 150'000 e del Comune di Locarno per fr. 50'000 a garanzia del livello salariale attuale, il tutto come ben gestisto da decenni dalle FART. Da lodare questa iniziativa cantonale e regionale che l’anno scorso ha spianato la strada per la ripresa del servizio sul Lago Verbano.

Lo stallo attuale delle discussione tra le parti in causa (Navigazione Lago di Lugano, Sindacati e personale stesso) è preoccupante e non potrà che portare a nuovi scontri, iniziative di protesta e ad una chiara politica di sfinimento della parte debole, costituito dal personale dei Marinai.

La fine dell’anno si sta avvicinando e nulla lascia credere che vi sarà una soluzione pratica per tale data, questo in particolare dopo il fallimento delle trattative di venerdì scorso. Mettere pressione eccessiva nelle trattative non è nemmeno una soluzione accettabile e proponibile. La soluzione di procedere con calma è da privilegiare e da supportare, ma seppure va proposta la necessaria determinazione nella difesa del livello salariale e pensionistico, in modo che sia riferito al staturo del passato e non a cedimenti e a crumiresche pressioni o intenzioni.

Per un sano evolversi delle trattative contrattuali è necessario dare sicurezza al personale dei marinai, anche per l’importante funzione turista che assicurano con l’esercizio professionale della Navigazione sul Verbano.

Per assicurare tranquillità, evitare azioni non desiderate, che non portano un’immagine positiva per la nostra importante area turistica, vi è da chiedersi se non sia ragionevole prolungare di un anno il decreto ponte di assicurare lo status salariale garantito dal Consiglio di Stato e dalla Citta di Locarno per il 2018. Seppure al momento dato si era detto irripetibile il “decreto”, l’evolversi della situazione con tutte le sue “ombre”, la tenuta in debito conto degli interessi in gioco, ci porta a chiederci e a chiedervi se tutta la problematica non va ripensata.

Tenuto conto di quanto sopra scritto, richiamate le competenze date dalla Carica,mi permetto formulare le seguenti domande:

- per garantire un positivo sviluppo delle trattative nell’elaborazione del nuovo Contratto collettivo di lavoro, accordo che sia dignitoso e di rispetto dei diritti dei lavoratori, non ritiene il Consiglio di Stato di proporre, unitamente alla Città di Locarno – eventualmente con la collaborazione dei Comuni turistici della plaga verbanese e dell’OTR Locarnese e Valli – il rinnovo per l’anno 2019 del decreto ponte che garantisce lo status salariale vigente?

- giacché il Cantone Ticino detiene il 51.40% delle azioni delle FART, si tratta della maggioranza assoluta, non è il caso di finalmente pensare a un nuovo Consorzio regionale per la gestione del traffico pubblico e turistico sul bacino svizzero del Verbano?

- alla luce dei risultati che si possono costatare “de visus” non ritiene il Consiglio di Stato che il consorziarsi con una Società privata non dà nessuna garanzia sociale, essendo la stessa condotta con intenti imprenditoriali e privatistici, senza alcun affidamento a garanzia del servizio pubblico qual deve essere la navigazione sul braccio svizzero del Lago Maggiore?"

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