
Il Consorzio italo-svizzero non partirà il primo di gennaio. Malgrado le promesse e le rassicurazioni arrivate negli ultimi mesi a più riprese dalle autorità, il consorzio direzionale fra la società di Navigazione italiana e la società navigazione di Lugano slitterà. A quando? Difficile per ora prevederlo con esattezza. Stando ai vari comunicati stampa la data limite sarebbe quella del 28 febbraio.
Eppure sulla finalizzazione della trattativa pendono ancora diverse incognite: 11 punti tecnici, nello specifico, sui quali il Dipartimento Federale dei Trasporti e il relativo Ministero italiano non hanno ancora trovato un’intesa.
La notizia ha scatenato le ire dei sindacati ticinesi, che si esprimeranno dettagliatamente domani durante una conferenza stampa indetta d’urgenza. Ricordiamo infatti che quest’estate a causa del paventato licenziamento del personale svizzero attivo sul Lago Maggiore, i sindacati Sev, Ocst e Unia avevano dato avvio a un lungo sciopero che era stato possibile interrompere solo grazie ad alcune puntuali rassicurazioni arrivate da parte delle autorità (Consiglio di Stato in testa). Su tutte si poneva proprio l’attivazione del consorzio, dal primo gennaio 2018, che avrebbe permesso la sottoscrizione dei contratti e il mantenimento degli stipendi (per almeno un anno).
Ma le carte, come detto, all’ultimo sono cambiate. Almeno in parte. Non solo infatti il tutto slitterà, ma la stessa riassunzione dei dipendenti rimane in bilico. I comunicati stampa sono chiari: la predisposizione dei contratti di lavoro sarà anticipata, ma anche subordinata alla risoluzione degli aspetti tecnici. In altre parole: fino a che il consorzio non partirà di soldi i dipendenti non ne vedranno.
Una situazione malvista anche dal Consiglio di Stato ticinese che si dice “contrariato dello slittamento del Consorzio. E preoccupato che i lavoratori non potranno iniziare a lavorare il primo gennaio”.
Cantone che da parte sua si è però già attivato nei confronti della Confederazione, tanto che domani il presidente Manuele Bertoli porterà la questione all’attenzione dei ministri dei trasporti Graziano Delrio e Doris Leuthard che s’incontreranno per l’inaugurazione della Stabio-Arcisate. I sindacati, parallelamente, hanno indetto una manifestazione nel Mendrisiotto in concomitanza con questo incontro.
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