
Prosegue, nel silenzio, il braccio di ferro tra il Governo e la Società di Navigazione del Lago di Lugano. Martedì scorso si è svolto un incontro tra i rappresentanti dell’Esecutivo Marina Carobbio e Piero Marchesi e i vertici delle SNL. Sul tavolo, è stata portata dalla Società una proposta che include la presenza delle FART. Di cosa si tratta? In base a documenti che siamo riusciti a visionare, la proposta è fondata sul "Progetto cantonale per la navigazione" del 2022. L’idea è quella di costituire una holding, a nome SNL, e mettere in atto la divisione dei due laghi con la creazione di due società operative distinte. Il capitale di queste società verrebbe aperto a Comuni, enti territoriali ed eventuali investitori privati. Qui la novità: nella governance della società operativa sul Lago Maggiore, verrebbero integrate le FART e vi sarebbe un ritiro nel medio-lungo termine di SNL. Quest’ultimo fattore temporale volto a garantire continuità operativa e contrattuale.
Fatti svizzeri
Non è chiaro, visto il silenzio che aleggia attorno alla situazione, il parere del Consiglio di Stato in merito. Stando alla Regione, la proposta sembra non convincere. In effetti, In base alle ultime dichiarazioni pare chiaro che il Governo vorrebbe ora che la società attiva sul Verbano siano unicamente le FART, senza il cappello di SNL e senza i Comuni, di cui non ci sarebbe bisogno. Una situazione ingarbugliata che ad oggi non preoccupa la controparte italiana. Da noi contattata la GGNL ci ha spiegato di essere in attesa di capire con chi collaborerà, restando aperta a lavorare sia con le SNL sia con le FART. Insomma, fatti svizzeri.
Il tempo stringe
Sul Verbano il tempo però stringe: si avvicina il cambio d’orario di metà dicembre, per cui in particolare i collaboratori vivono una situazione d’incertezza e preoccupazione. FART vorrebbe salpare. SNL, forte degli accordi in atto con la concessionaria, ha già dichiarato che continuerà a coprire la linea senza sostegno pubblico. Offerta che però molto probabilmente sarà ridotta e basata maggiormente sull’occupazione dei battelli. È ora da vedere se la proposta sortirà qualche effetto, in quello che è subito un dossier rovente per il nuovo direttore del DT Piero Marchesi.

