
È stata respinta dalla maggioranza del Gran Consiglio ticinese l'iniziativa parlamentare, presentata nel novembre 2013 dalla deputata leghista Amanda Rückert e cofirmatari, che chiedeva di modificare la Legge sulla cittadinanza ticinese e sull'attinenza comunale. Una modifica che avrebbe permesso in particolare la naturalizzazione solo a chi è in grado di provvedere autonomamente e durevolmente al proprio mantenimento.
Durante il suo intervento Amanda Rückert ha sottolineato che l'iniziativa non ha come obiettivo di naturalizzare solo i ricchi, ma vuole escludere unicamente quelle persone che durevolmente fanno capo agli aiuti pubblici (sono dunque esclusi i malati, le casalinghe, gli studenti, ecc). A farle eco il relatore del rapporto di maggioranza Andrea Giudici (PLR) che ha ricordato come il Ticino sia tra i cantoni con il più alto tasso di naturalizzazioni in Svizzera, secondo solo dopo Vaud.
Il deputato indipendente Jacques Ducry, relatore del rapporto di minoranza, si è invece focalizzato sul discorso dell'uguaglianza e della dignità umana. "Vogliamo creare ulteriori rivalità tra cittadini favoriti dalla nascita rispetto a chi è meno favorito?"
Alla fine hanno prevalso gli argomenti a favore del rapporto di minoranza, che chiede di respingere l'iniziativa. A schierarsi a favore sono stati PPD, PS, Verdi e MPS-PC, i quali hanno sottolineato l'importanza di non escludere ulteriormente chi già si sente escluso dal mondo del lavoro. Una revisione della legge federale sulla cittadinanza è inoltre già in fase di attuazione.
Il rapporto di minoranza è stato infine accolto con 44 voti favorevoli, 30 no e 4 astenuti. Lega e La Destra si sono invece espressi a favore del rapporto di maggioranza, mentre il PLR ha condiviso solo in parte il rapporto di minoranza.
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