
Ottenere il passaporto svizzero? Dal 2018, si cambia. Tutti i dettagli sono stati illustrati oggi ai rappresentanti degli enti locali dal Dipartimento delle Istituzioni. A partire dal primo gennaio, potrà richiedere la cittadinanza chi vive in Svizzera da 10 anni e dispone di un permesso C, vale a dire di domicilio. Al candidato si chiederanno inoltre un corso di cultura generale, un test linguistico più esigente, paletti economici più severi. Una revisione, nel complesso, più restrittiva…
"C’è sicuramente un restringimento delle condizioni generali però anche una miglior considerazione di quelli che sono i criteri oggettivi per giudicare sulla concessione", ha spiegato il capo Ufficio dello stato civile Vincenzo Lava a TeleTicino.
Sì perché ad avere l’ultima parola in tema di naturalizzazioni sono i legislativi: consigli comunali e Gran Consiglio. E il rischio è quello di prendere decisioni troppo di pancia.
"Delle decisioni di pancia sono inevitabili, soprattutto nelle piccole realtà comunali - ha proseguito Lava - È importante dare gli strumenti su come ci si deve muovere quando si dà un esito negativo. Deve essere un voto motivato, non si può dire no tout court. Quindi si deve avere oggettività nel concederle ma anche nel respingerle".
Perno di tutto il processo: l’integrazione, che per Norman Gobbi non deve terminare con la cittadinanza, anzi. "Lo sappiamo benissimo, lo abbiamo visto anche di recente. Anche quando parliamo di radicalizzazione, foreign fighters molti sono cittadini stranieri già nati con la cittadinanza svizzera ma che poi si sono persi. Quindi un richiamo sui valori del nostro sistema, libertà, giustizia, siano centrali, come la solidarietà".
Tutti i dettagli nel servizio di TeleTicino delle 18.45
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