
In Commissione delle Petizioni a Lugano (stato 21 febbraio 2017) sono pendenti 155 richieste di naturalizzazione, di cui 18 in fase di aggiornamento (depositate al Puntocittà), alle quali si aggiungono 21 richieste che sono pronte per il Consiglio comunale. Lo si evince dalla risposta del Municipio di Lugano a un'interrogazione di Fausto Beretta Piccoli che lamentava ritardi nell'evasione di domande di naturalizzazione in seno alla Commissione.
Nella sua risposta l'Esecutivo sottolinea di essere cosciente che alla Commissione viene trasmesso un numero "non indifferente" di procedure di naturalizzazione e che la mole di lavoro "richiede un impegno importante da parte di tutti i Commissari". Vi sono tuttavia incarti pendenti da ben più di 6 mesi in Commissione. Una situazione che dovrebbe essere risolta dalla stessa Commissione, "che ne è la responsabile" sottolinea il Municipio.
Fausto Beretta Piccoli denunciava anche l'insistenza di alcuni membri della Commissione di trovare difetti nelle richieste di cittadinanza. Il Municipio sottolinea che, in caso di dubbio, "è corretto procedere con un supplemento d'inchiesta" prima di allestire un rapporto commissionale. In questo caso però, una volta terminate le verifiche, "l'incarto dovrebbe poi proseguire per una decisione da parte del Consiglio Comunale".
Per quanto riguarda la richiesta di inserire una persona esterna e neutra all'interno della Commissione delle Petizioni, il Municipio risponde che ciò non è possibile perché è un'opzione non contemplata dalla legge: "Alla luce di quanto indicato non pare possibile che una terza persona possa rientrare in tale ambito con un potere di controllo".
Il Municipio auspica tuttavia, conclude, "una maggiore responsabilizzazione dei membri della Commissione delle Petizioni e in particolare del suo Presidente, che deve dettare i tempi e i ritmi dell'esame delle domande di naturalizzazione". Questo anche in vista della nuova legge federale sulla cittadinanza svizzera, che entrerà in vigore all'inizio del 2018, per la quale il Municipio prevede un "aumento delle richieste". La nuova legge permetterà infatti a tutte le persone presenti in Svizzera da almeno 10 anni (attualmente sono 12 anni) di presentare una domanda di cittadinanza se beneficiano di un permesso di domicilio.
"È quindi importante che nel 2017 le procedure pendenti vengano evase" ribadisce il Municipio, ma è compito della Commissione "definire al suo interno le rispettive modalità di funzionamente e di organizzazione del proprio lavoro". A fronte del principio legato alla separazione dei poteri, la responsablità è dunque da "attribuire ad ogni singolo membro delle Commissioni così come ai relativi Presidenti, i quali, in qualità di garanti del buon funzionamento delle sedute, hanno il compito di dirigere la riunione, manterenere l'ordine e di vegliare sulle regolarità delle decisioni".
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