
Continua a far discutere il tema delle naturalizzazioni. Secondo il leghista Lorenzo Quadri, i requisiti per la concessione dell'attinenza comunale sarebbero "ai minimi sindacali". "Nell’ultima seduta del Consiglio comunale di Lugano - scrive Quadri sul Mattino - il triciclo è riuscito nella brillante impresa di esaminare ben 101 naturalizzazioni e ne ha respinte solo un paio. (...) Nella seduta precedente, la maggioranza PLR-PPD-PS era riuscita a concedere l’attinenza comunale ad una candidata con un debito di mezzo milione di franchetti nei confronti dello stato sociale. E questo malgrado il preavviso negativo del Municipio. Il mondo che gira al contrario".
Secondo il Consigliere Nazionale leghista sarebbe imperativo applicare in maniera più ferrea i requisiti per "l'integrazione economica": "La nuova legge federale prevede che la naturalizzazione sia riservata ai detentori di un permesso di domicilio (permesso C) che vivono in Svizzera almeno da 10 anni e che sono ben integrati. L’integrazione come detto comprende anche l’autonomia finanziaria. Ebbene: a tal proposito la legge federale prescrive che il candidato non deve essere stato a carico dell’assistenza per i tre anni precedenti, a meno che abbia restituito le prestazioni percepite (non accade praticamente mai). Ai Cantoni è tuttavia lasciata facoltà di prevedere un periodo d’attesa più lungo. Ci sono Cantoni che l’hanno portato a 5 anni. Altri, come Berna ed i Grigioni, a 10. Il Ticino invece è fermo sui tre: al minimo sindacale!"
"Ebbene, non c’è alcun motivo perché anche da noi non dovrebbe venire introdotta la regola dei 10 anni, visto che in altri Cantoni è in vigore. Cosa stiamo aspettando?", conclude Quadri.
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