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Ticino
Naturalizzazioni, "Chi va all’assalto della diligenza?"
Naturalizzazioni, "Chi va all’assalto della diligenza?"
Naturalizzazioni, "Chi va all’assalto della diligenza?"
Redazione
7 anni fa
Angelica Lepori Sergi e Monica Soldini (MPS) non hanno gradito delle affermazioni di Lelia Guscio (lega)

Riceviamo e pubblichiamo la seguente interpellanza delle consigliere comunali Angelica Lepori Sergi e Monica Soldini (MPS-POP-Indipendenti):

Sul Mattino della domenica del 9 giugno 2019, la capogruppo della Lega dei ticinesi in Consiglio comunale, Lelia Guscio, riferendosi alle naturalizzazioni approvate dal legislativo di Bellinzona firma un commento in conclusione quale afferma che: “…l’assalto alla diligenza è tuttora in atto e non accenna a placarsi”. Essa, inoltre, auspica “che nel futuro prossimo i commissionanti delle commissioni di legislazione e/o ricorsi siano in grado di analizzare in approfondito i motivi e soprattutto i requisiti per ottenere il passaporto svizzero”, aggiungendo poi “anche se mantenere il passaporto del proprio paese d’origine è previsto dalla legge, abbandonare un secondo o addirittura un terzo passaporto potrebbe rappresentare un segno tangibile di attaccamento e di integrazione verso il paese che li accoglie”.

Fatta questa premessa e nel rispetto delle facoltà concesse dal Regolamento organico comunale e dalla Legge organica cantonale chiediamo al Municipio:

1. È davvero in atto un “assalto alla diligenza”? Quante sono attualmente le domande di naturalizzazione a Bellinzona? Che percentuale rappresenta rispetto al numero di cittadini stranieri residenti e in possesso dei requisiti per inoltrare una domanda?

Auspicando che i commissari possano analizzare in modo approfondito i motivi ed i requisiti dei candidati alla naturalizzazione, Lelia Guscio, pur non citandolo, fa riferimento al colloquio imposto ai diretti interessati dalla commissione della legislazione; colloquio che non è previsto dalla Legge federale sulla cittadinanza, dalla Legge sulla cittadinanza ticinese e neppure dalla Legge organica comunale.2. Da questo punto di vista, come valuta il Municipio la prassi commissionale di pretendere un’audizione dei candidati non prevista dalla legge?

3. È vero che nel corso del colloquio i candidati sono di fatto sopposti ad un nuovo esame anche se, per legge, il compito di accertarne l’idoneità alla naturalizzazione spetto solo all’Esecutivo?Se sì: come valuta il Municipio questa procedura?

4. È vero che in più di una occasione è stata chiesta ai candidati la disponibilità a rinunciare alla loro nazionalità a favore di quella svizzera?Se sì: come valuta il Municipio questa richiesta?

5. È vero che ad alcuni candidati è stato chiesto di seguire un corso di italiano, nonostante avessero superato gli esami predisposti dall’Esecutivo e solo dopo la presentazione dell’attestato linguistico i commissari hanno firmato il rapporto favorevole?Se sì: come valuta il Municipio questa richiesta?

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