
Secondo la Lega dei Ticinesi, in materia di naturalizzazioni a Massagno si sta violando la legge sulla cittadinanza.
Per porre rimedio a questa situazione, Philippe Bouvet (primo firmatario), Fabio Luraschi, Davide Dedé, Andrea Nessi e Romina del Monte presentano un'interpellanza al Municipio con la quale chiedono che le informazioni riguardanti i candidati alla naturalizzazione vengano fornite a tutti i consiglieri comunali e non solo ai membri della Commissione delle petizioni.
"Con la presente interpellanza il nostro gruppo politico non contesta l'iter amministrativo dei naturalizzandi, ma vuole mettere l'accento su alcune problematiche che sono emerse in altri comuni o in fasi commissionali dove nonostante appaiono evidenti carenze integrative" scrivono Bouvet e colleghi. "I candidati vengono promossi tramite Messaggio Municipale alla votazione del Consiglio Comunale, il quale deve semplicemente basarsi sulla relazione di un rapporto della Commissione delle Petizioni dove non vengono relazionati sufficienti elementi in modo che ciascun Consigliere Comunale possa concedere con reale cognizione di causa l'attinenza comunale al candidato."
"Questa è un grave lacuna alla quale si chiede sin da subito di rimediare" proseguono i leghisti, "in quanto non mancano esempi di persone che: non si esprimono in una lingua nazionale e/o non fanno volutamente i dovuti sforzi per impararla preferendo esprimersi sempre nella loro lingua d'origine; dichiarano apertamente che non voteranno mai o non sono interessati a prendere attivamente parte alle votazioni comunali, cantonali o federali; sono poco incline agli usi e costumi locali e/o non partecipano volutamente attivamente in società, volontariato, associazioni avendo in origine altre tradizioni che preferiscono mantenere ma che si scontrano palesemente con le nostre; hanno un procedimento penale aperto non ancora notificato al comune da parte dell'autorità federale o cantonale; dimostrano atteggiamenti ostili nei confronti della cittadinanza o rifiutano apertamente i diritti e doveri che un cittadino deve rispettare; sono un potenziale pericolo per la sicurezza nazionale; hanno esclusivamente un interesse finanziario volto alle prestazioni sociali prima ancora di avere un intento d'impresa a beneficio della comunità; hanno referenze e referenti che fondamentalmente non conoscono così bene la persona candidata."
In base agli esempi citati, che secondo la Lega "violano la legge sulla cittadinanza", Bouvet e colleghi pongono quindi le seguenti domande al Municipio di Massagno:
"Quali informazioni chiede il Municipio, il Comune o la Commissione delle Petizioni ai servizi preposti della confederazione in riferimento all'art. 14 della Legge sulla Cittadinanza e rispettiva ordinanza?"
"In caso il Comune non richieda informazioni nonostante vi siano indizi a sfavore del candidato, può delucidarci il Municipio del perché?"
"Intende il Municipio chiedere d'ufficio, direttamente per ciascun candidato, le informazioni in possesso dell'ufficio federale competente in base agli art. 12, 13 e 14 della legge sulla cittadinanza, rispettivamente permetterlo o demandare alla Commissione delle Petizioni e delle Naturalizzazioni l'accesso a simili informazioni?"
"Al Municipio o alla Commissione delle Naturalizzazioni non sono mai giunti segnalazioni terze nei confronti di candidati che violavano i presupposti per l'ottenimento della naturalizzazione? Se si cosa è stato fatto e come? In caso vi siano state segnalazioni terze e la procedura del candidato è stata mandata avanti, per quali motivi sono state ignorate le segnalazioni?"
"Corrisponde al vero che vi siano ad oggi pendenti o inevase oltre una quarantina di procedure depositate? A cosa è dovuto simile ritardo?"
"Corrisponde al vero che vi sono dei referenti che sostanzialmente non esprimono molto su singoli candidati? Cosa viene effettuato dalle Commissioni preposte al riguardo in caso vi siano dubbi sulle referenze?"
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