
Un ragazzo di origine straniera, nato a Lugano, che ha ottenuto un dottorato in storia, rimandato perché non conosceva gli ultimi comuni aggregati della città. Un cittadino straniero con disturbo della parola, a cui è stata congelata la pratica perché faceva fatica ad esprimersi nonostante fosse perfettamente integrato. Un’altra ragazza rimandata perché non conosceva tutti i nomi delle funicolari di Lugano.
Questi sono solo alcuni degli episodi che si sarebbero verificati in commissione petizione e ricorsi a Lugano, durante le audizioni per le naturalizzazioni. A portarli alla luce la presidente Sara Beretta Piccoli. A suo dire, i candidati dopo aver superato il test per la cittadinanza, vengono messi sotto torchio, dai commissari della Lega, col solo scopo di ingolfare e allungare i tempi della commissione che preavvisa le naturalizzazioni, e che sul suo tavolo ora ha delle pendenze che si trascinano da circa tre anni.Non è affatto così, ribatte il leghista Nicholas Marioli, membro della commissione petizione e ricorsi. “Non mettiamo in difficoltà nessuno, poniamo quesiti semplici. Noi ci battiamo contro le naturalizzazioni facili, che invece altri partiti vogliono per scopi elettorali” rilancia il leghista.
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Christian Fini
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