
La Lega dei Ticinesi promette guerra contro la mega manovra da 120 milioni che il Governo intende varare per risanare le casse pubbliche. “Varare una manovra del genere in tempi di crisi significa non capire niente di economia” ha dichiarato Giuliano Bignasca ai microfoni del tg di Teleticino. “Credo che Bignasca non abbia ancora avuto modo di prendere visione di questo aggiornamento del programma di legislatura e del piano finanziario. Quindi confonde un po’ i termini della questione” gli ha risposto secco la consigliera di Stato Laura Sadis, raggiunta telefonicamente dalla redazione di Ticinonews. “Questo piano finanziario- ha aggiunto la direttrice del Dfe- indica che il Governo intende preoccuparsi già nel corso del prossimo anno di quello che sarà l’andamento finanziario, che è preoccupante”. Nel frattempo anche Giovanni Merlini ha preso posizione sulla mega manovra: “Se l’evoluzione finanziaria si confermerà così come prospettata dal Piano Finanziario, evidentemente una manovra di rientro dovrà esser fatta. Quel che importa - prosegue il presidente del PLR- è che occorre comunque trarre lezione da quanto successo nel 2008: questa volta occorre coinvolgere da subito tutte le parti sociali e i partiti. Inoltre- aggiunge ancora Merlini- bisognerà appoggiare quelle misure di risparmio che faranno meno male. Bisognerà fare attenzione di non creare tensioni sociali, visto le riepercussioni della crisi sull’occupazione. Sicuramente- e così conclude- verrà chiesta di nuovo la simmetria dei sacrifici: perciò sul fronte delle entrate è basilare che si segua la via dell’ amnistia fiscale cantonale”. Ecco la risposta integrale di Laura Sadis: “Credo che il nostro commentatore (Bignasca) non abbia ancora avuto modo di prendere visione di questo aggiornamento del programma di legislatura e del piano finanziario. Quindi confonde un po’ i termini della questione. Semplicemente questo piano finanziario indica che il Governo intende preoccuparsi già nel corso del prossimo anno di quello che sarà l’andamento finanziario, che è preoccupante. Non negli anni di crisi, quindi 2009 e 2010, ma quando l’economia così come ci dicono gli esperti, dovrebbe riuscire -questo sul volgere del 2011 e negli anni seguenti- a riprendere un suo andamento di normalità. In questo caso oserei dire che quando si hanno degli elementi preoccupanti che vanno anche al di là delle famose colonne d’Ercole delle elezioni cantonali - che poco interessano il paese e l’andamento delle finanze degli enti pubblici - quando un Governo e anche un Parlamento ha questi elementi di valutazione, penso sia logico porsi il quesito a sapere come si può intervenire con i giusti tempi e senza nessuna politica di carattere pro-ciclico. Per quanto poi attiene all’osservazione sul debito pubblico, fortunatamente, soprattutto negli ultimissimi anni, siamo riusciti a chiudere i conti in equilibrio, quindi non li abbiamo aggravati. Il nostro commentatore dimentica un piccolo particolare: che proprio anche la situazione preoccupante del disequilibrio finanziario della cassa pensioni cantonale, per il quale sempre Bignasca ha chiesto degli interventi di risanamento, questo risanamento dovrà pur essere compiuto. Anche questo peserà sui conti degli anni a venire. E vorrei ricordare anche che nei conti del Cantone vi è un debito occulto plurimilionario, dovuto a questo disavanzo tecnico della cassa pensione. Quando noi parliamo di debito pubblico del Cantone, non possiamo limitarci al miliardo 2 e 3; dobbiamo anche prendere visione di quella piccola noticina a piè di pagina che ci dice che il cantone ha un debito occulto di circa un miiardo e 7, un miliardo e 8, connesso al disavanzo della cassa pensione.
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