
"Quell'inquinamento poteva essere evitato, l'Ufficio federale delle strade non ha protetto la zona". Sono accuse pesanti quelle lanciate dall'ex sindaco di Bissone Ludwig Grosa in un'interpellanza indirizzata oggi al Municipio. L'attuale consigliere comunale di Nuova Bissone fa riferimento ai 500 litri di carburante che venerdì scorso dopo l'incidente sull'autostrada A2 si sono riversati in un tombino e in seguito nel lago Ceresio. "L'USTRA doveva collegare quei tombini a un pozzo di contenimento" scrive Grosa "ma così non è stato, la nafta è andata direttamente nel lago, e il risultato è sotto gli occhi di tutti, una parte del Ceresio è stata inquinata, ci sono state delle gravi manchevolezze" conclude l'ex sindaco, invitando il Municipio a fare chiarezza sulla vicenda. L'USTRA da noi contattata telefonicamente ci fa sapere che per il momento non intende rilasciare alcun commento in merito. Che tra Grosa e l'USTRA non corresse buon sangue lo si era capito già negli scorsi anni. Il braccio di ferro era iniziato nel lontano 2008 con la vertenza sui ripari fonici reputati da Grosa "uno scempio". Poi nel 2012 la diatriba è continuata con la chiusura sempre da parte delle strade nazionali, del parcheggio nei pressi del lido comunale, per evitare il rischio di inquinamento di un pozzo di captazione. In quell'occasione Grosa aveva minacciato di bloccare l'autostrada A2, e chissà se alla luce del nuovo inquinamento, questa volta l'ex sindaco non passi dalle parole ai fatti. Sicuramente ne vedremo delle belle. Segui il servizio nel TG di Teleticino Christian Fini
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