
La procuratrice pubblica Pamela Pedretti ha chiuso l’inchiesta sul delitto di Stabio, prospettando il rinvio a giudizio di M. E., il cognato di Nadia Arcudi. Il 42enne ex informatico della SUPSI dovrà rispondere di assassinio. A questa accusa si sommano anche quelle di natura finanziaria, legate ai 300'000 franchi sottratti proprio alle casse della scuola. Lo ha anticipato oggi la RSI.
Il movente del delitto è l’assegnazione della villetta di Via Cava, che la maestra rivendicava. La sera dell’omicidio, la 35enne si mostrò più insistente del solito nei confronti del cognato. M.E. aveva sempre idealizzato la figura di lei e, sorpreso dal suo comportamento, decise di ucciderla.
L'inchiesta ha pure accertato che tra i due non c’era nessuna relazione sentimentale.
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