
È con un cuscino che Michele Egli avrebbe soffocato Nadia Arcudi. Lo scrive la Regione, spiegando che si tratta della conclusione cui è giunto il medico legale comasco Giovanni Scola dopo aver eseguito l'autopsia e gli accertamenti tossicologici sul corpo della maestra uccisa lo scorso 14 ottobre nella sua casa di via Cava a Stabio.
A supportare questa tesi vi sono la mancanza di segni di violenza o di resistenza sul corpo della vittima. Tutto lascia quindi pensare che Michele Egli l'abbia soffocata esercitando pressione con un cuscino, che non lascia tracce.
Intanto il Corriere del Ticino scrive che entro fine mese il 42enne informatico, reo confesso, tornerà nella casa di Stabio per ricostruire nel dettaglio la dinamica del crimine. Resta inoltre da chiarire il movente del delitto: la pista privilegiata resta quella economica, legata all'attribuzione della casa di Stabio, ma gli inquirenti coordinati dalla procuratrice pubblica Pamela Pedretti non avrebbero ancora abbandonato la pista passionale.
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