
Si fa più complicata la posizione del 42enne informatico arrestato per l'omicidio di sua cognata Nadia Arcudi, la 35enne maestra di Stabio ritrovata morta dieci giorni fa nei boschi di Rodero (CO).
Infatti, come scrive oggi il Corriere del Ticino, l'esame autoptico eseguito sulla salma ha indicato che il decesso deve essere avvenuto tra la 1 e le 13 di sabato, quindi il giorno successivo all'occultamento del cadavere da parte del 42enne.
Questi, ricordiamo, sosteneva di aver trovato la maestra già morta nella sua casa di Stabio e di averne gettato il corpo nel bosco per evitare un dispiacere ai parenti. Ma gli inquirenti sono ormai certi che il decesso di Nadia è avvenuto in Italia e che quindi il cognato l'ha trovata ancora in vita. Anche perché, come certificano le immagini della videosorveglianza, egli ha varcato il confine a San Pietro di Stabio con il cadavere in auto attorno alle 20 di venerdì sera, quindi molto prima del decesso. È tuttavia possibile che il 42enne abbia ritenuto che la maestra fosse già morta, nonostante non lo fosse.
Per quanto riguarda le modalità dell'omicidio, la pista più probabile resta quella del soffocamento, anche se maggiori dettagli potrebbero emergere dalla seconda autopsia, disposta dalla procuratrice Pamela Pedretti una volta che, ieri, la salma è tornata in Svizzera. Nulla di nuovo, infine, in merito al movente, tuttora avvolto nel mistero.
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