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Ticino
Muzzano, verso il non luogo a procedere
Redazione
11 anni fa
Si concluderà probabilmente senza condanna il procedimento aperto nei confronti della mamma di Cheyenne. "I finestrini non li abbassavo mai"

Non vi è stata alcuna intenzionalità all'origine della morte di Cheyenne, la bambina di 5 anni spirata martedì sera per ipertermia nell'auto della madre posteggiata presso il camping TCS di Muzzano.

Questo è senz'altro uno degli elementi principali emersi dall'interrogatorio della madre svolto ieri dalla procuratrice pubblica Fiorenza Bergomi. Un interrogatorio durato diverse ore, più volte interrotto dalla lacrime.

"I finestrini non li abbassavo mai" ha dichiarato tra le altre cose la donna, confermando quanto determinato dall'autopsia, ovvero la morte di caldo della piccola.

Per la madre, una 40enne di origini tedesche residente nel Canton Turgovia, si ipotizza il reato di omicidio colposo. Ma probabilmente non verrà condannata, perché entrerà in conto l'articolo 54 del Codice penale, che recita: "Se l'autore è stato così duramente colpito dal suo atto che una pena risulterebbe inappropriata, l'autorità competente prescinde dal procedimento penale, dal rinvio a giudizio o dalla punizione."

Intanto la donna, distrutta e angosciata, resta ricoverata all'Ospedale Civico di Lugano insieme alle tre figlie, di 9, 13 e 15 anni, sempre sotto l'assistenza del Care Team Ticino.

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